Vittorio Mevio da quasi trent’anni organizza competizioni ciclistiche amatoriali. Le granfondo sono il tratto distintivo del Gruppo Sportivo Alpi Sondrio che mette in piedi eventi sul territorio nazionale. Quest’anno addirittura una granfondo in più nel calendario che da quattro passano a cinque e fra queste due completamene nuove. «Abbiamo dato vita a due nuove manifestazioni, per avere una completezza di offerta, ovvero San Lorenzo Cipressa e Alpi del Mare. L’agonismo non è morto anzi». C’è una linea di pensiero che non solo è critica per le granfondo agonistiche, ma sopratutto parla da anni di una rIstettezza di numeri sempre più significativa e di un’emorragia di iscritti inesorabile. «Non è vero. Negli ultimi anni c’è un recupero di interesse e di iscritti. In particolare per l’Italia, dove il cicloamatore agonista è ancora forte e sopratutto si sono avvicinati al mondo gare anche tanti giovani e donne. La risalita è iniziata, il ricambio generazionale anche, certamente non ci saranno più i numeri di 15 anni fa, ma una risposta positiva c’è eccome nelle ultime stagioni». Piace ancora parecchio l’agonismo per chi pedala. Se si guardano le iscrizioni ha ragione Mevio.

E le cicloturistiche? «A parte due, tre, pagano tutte le altre in termini di presenze e chi ha trasformato la gara vera in una manifestazione senza cronometro o solo con le salite cronometrate ha perso in generale numeri». Con le già citate, Mevio organizza il grande opening degli amatori con la GF Internazionale Laigueglia a febbraio, poi la leggendaria Gavia e Mortirolo con il quartier generale a Ponte di Legno e poi un altra classica ligure, Alassio. Il valtellinese di Caiolo puntualizza tuttavia un elemento imprescindibile per il successo: «Agonismo sicuramente, ma la caratteristica fondamentale di GS Alpi è la sicurezza. Noi investiamo in personale e logistica per questo elemento e tutto ciò ci viene riconosciuto dopo ogni gara. Gli amatori non devono trovare macchine sul percorso in nessun modo, ogni angolo deve essere presidiato, l’assistenza deve essere presente su tutto il percorso. Da noi il fine gara che apre ufficialmente al traffico delle macchine dopo venti minuti? Mai».

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