Parte oggi, dall’Italia, l’edizione numero 80 della Vuelta e per questo motivo voglio dare un po’ di nomi, una decina, scremati dal gruppo: tra chi si deve riscoprire e chi scoprire fino a che punto potrà arrivare a certi livelli, chi proverà a fare classifica, chi a vincere una tappa, chi magari insegue la prima vittoria tra i professionisti o un contratto per il 2026.
FILIPPO GANNA 🇮🇹 (INEOS-Grenadiers)
Stagione contraddistinta da alcuni bassi, dopo un’ottima primavera, per uno dei corridori più rappresentativi del ciclismo italiano che sulle strade della Vuelta prova a salvare il finale del 2025 dopo aver vinto due crono (Tirreno e campionato nazionale) e conquistato podio alla Sanremo, top ten al Fiandre (8°) e 13° posto alla Roubaix. Insomma un’annata che per qualcuno potrebbe essere la migliore della carriera, ma a lui lascia l’amaro in bocca complice anche un Tour de France durato pochissimi chilometri a causa di una caduta. Qui in Spagna per provare a vincere una tappa (non per forza la cronometro della terza settimana, per altro adattissima alle sue caratteristiche) e aiutare Bernal ad avvicinare il podio.
FINN FISHER-BLACK 🇳🇿 (Red Bull-BORA-hansgrohe)
Spazio in squadra, almeno sulla carta, chiuso per l’ancora (abbastanza) giovane neozelandese. Il classe 2001 di Benenden, corridore bravo ovunque, ma eccellente in nessuna specialità, insegue ancora quel successo di peso che gli dia uno status differente all’interno del gruppo. Passato con grandi credenziali, ha vestito le maglie delle squadre più forti del gruppo (Visma, a livello di squadra sviluppo, e UAE), ma per vari motivi, fra cui anche un grave incidente in corsa nel 2022, non ha mai potuto esprimere a fondo le sue qualità. Che sono da corridore da classifica, ma anche da cacciatore di tappe e, vista la sua esplosività, gli arrivi a suo favore in questa Vuelta non mancheranno.
JUNIOR LECERF 🇧🇪 (Soudal-Quick Step)
Il giovane scalatore belga lo scorso anno alla Vuelta ha lavorato molto per il capitano (Landa), sfiorando anche un successo di tappa, in fuga. È in grande condizione, arriva dalla vittoria al Giro della Cechia e stavolta, pur essendo schierato di fianco a Landa, per i problemi fisici avuti dal corridore basco, ha la possibilità di giocarsi le sue carte e magari iniziare a tenere duro e vedere se in futuro potrà ambire ai piani medi/alti di una classifica generale delle corse a tappe di tre settimane.
LUCA VERGALLITO 🇮🇹 (Alpecin-Deceuninck)
Avrebbe dovuto fare il suo esordio al Giro, ma per un problema fisico, “Il Bandito” è stato dirottato a La Vuelta dove lo scorso anno andò spesso in fuga nella tappe di montagna. In stagione è stato il miglior italiano in classifica alla Volta ao Algarve (15°) e alla Parigi Nizza (22°), chiudendo anche i Paesi Baschi nelle prime venti posizioni (16°) dimostrando sì una certa regolarità, ma anche come qualcosa gli manchi per poter eccellere a livello assoluto. Cerca un ulteriore salto di qualità tra l’Italia e la Spagna che significa inseguire una tappa di montagna e al tempo stesso magari tenere duro per chiudere in classifica con un piazzamento a ridosso dei 15. Per usare un gergo a lui tanto caro: planare.
FABIO CHRISTEN 🇨🇭 (Q36.5 Pro Cycling Team)
Più di qualcuno, ironicamente, lo definisce il Christen forte. Il fratello maggiore di Jan, qui assente, non avrà le qualità in termini assoluti che contraddistinguono il portacolori dell’UAE, ma è veloce, resistente e continuo. Al suo esordio in una grande corsa a tappe, ha tutto per poter provare a lasciare il segno. Anche il via libera di una squadra che, concentrata su Pidcock (ma anche su De La Cruz e Dowson) per la classifica, ha nel giovane svizzero un’arma interessante per diversi arrivi vallonati, sin dai primi giorni.
SANTIAGO BUITRAGO 🇨🇴 (Team Bahrain Victorious)
La stagione di Santiago Buitrago è la fotografia di una Bahrain che quest’anno tra cadute, malanni e controprestazioni vive una stagione abbastanza disgraziata e nelle ultime ore ha visto anche la sfortuna accanirsi pesantemente su Damiano Caruso che non potrà prendere parte alla corsa a seguito di una caduta dopo la presentazione delle squadre. Buitrago era partito bene in stagione vincendo subito la Vuelta Valenciana, ma dopo il ritiro alla Parigi-Nizza non è mai stato lo stesso e al Tour de France è stato in difficoltà praticamente ogni giorno e su ogni salita, trovando la giornata buona sul Mont Ventoux dove è arrivato a giocarsi la vittoria di tappa chiudendo terzo. In Spagna sarà la spalla di Tiberi, ma con licenza, dovesse trovare la condizione giusta, sia di fare la sua classifica, sia di provare a vincere qualche tappa di montagna e magari pure lottare per la maglia dei gran premi della montagna.
THOMAS SILVA 🇺🇾 (Caja Rural)
L’uruguaiano è uno dei tanti nomi della Caja Rural che proveranno a mettersi in evidenza nella corsa spagnola. Esplosivo, resistente anche su salite di media lunghezza, Silva è un corridore che potrebbe diventare un abitudinario delle top ten di molte tappe di questa Vuelta. Occhio a lui negli arrivi a ranghi ristretti e che tirano all’insù, ma attenzione anche a portarselo in fuga: brutto cliente.
SERGIO CHUMIL 🇬🇹 (Burgos Burpellet BH)
Dall’Uruguay al Guatemala, dalla Caja Rural alla Burgos BH, da un corridore feticcio di molti a un altro: ecco Sergio Chumil, scalatore guatemalteco che in stagione si è preso anche il lusso di battere, in una tappa del O Gran Camino, Derek Gee. Non mi stupirei di vederlo in fuga in quasi tutte le tappe di montagna seppure una corsa di questo livello non l’ha mai corsa: sarà un mondo per lui tutto da scoprire. In casa Burgos interessante seguire anche cosa potrà fare Eric Fagundez, altro corridore che arriva dall’Uruguay con caratteristiche simili a quella di Thomas Silva.
ALESSANDRO VERRE 🇮🇹 (Arkéa B&B Hotel)
Alla ricerca di un contratto per la prossima stagione, di una sua dimensione, della prima vittoria in carriera tra i professionisti: di Alessandro Verre in questi tre anni nella massima categoria resta quasi soltanto, fino a ora, un grande finale di Giro che lo ha visto persino chiudere al secondo posto la tappa del Colle delle finestre, battuto soltanto da Chris Harper. Pensavo fosse la svolta a un inizio carriera difficile tra i grandi, ma dopo quelle ultime giornate di lusso sulle strade italiane non c’è stato mai alcun segnale. Nonostante l’anonimato, la sua squadra ha grande fiducia nello scalatore di origini lucane e lo porta alla Vuelta convinta che potrebbe finalmente sbloccare lo zero in casella alla voce vittorie.
PABLO CASTRILLO 🇪🇸 (Movistar Team)
Uomo copertina di questo pezzo, Pablo Castrillo è stata l’autentica rivelazione della Vuelta 2024 quando, in maglia Kern Pharma, vinse due tappe di montagna in fuga, la seconda delle quali sul Cuitu Negru dando prova di grande forza e battendo due come Vlasov e Sivakov e diventando uno degli idoli del tifo spagnolo. La stagione al piano superiore di Castrillo è iniziata bene, ma sembrava arenarsi al Tour dove ha lavorato molto per i suoi compagni di squadra, anche nelle fughe, non riuscendo praticamente mai a giocarsi un successo in prima persona, dando la sensazione di essere parecchio stanco. Qui in Spagna la Movistar dovrà fare a meno di Mas e allora si concentrerà del tutto sulle tappe: in Montagna con Castrillo (Romo e Cepeda) e negli sprint su Aular o eventualmente sul mitico Garcia Cortina.