Il Fiandre non chiede, ma pretende.
Vuole gambe che non tremano sui muri, teste che non si spezzano quando il vento prova a tagliarti in due. Cerca cuori abbastanza sporchi da non farsi intimidire dal rumore dei sassi.
Al Fiandre – alla Ronde, chiamatela come volete – non c’è poesia, né prosa. C’è soltanto selezione naturale. Ogni curva è un tribunale, ogni tratto di pavé un interrogatorio. Chi mente, salta.

Ed ecco qui dieci nomi, dieci storie sul filo tra gloria e disfatta, prima che la corsa decida chi resta in piedi e chi viene sputato fuori dal Nord.

Alec Segaert 🇧🇪 (Bahrain Victorious)

Anno buono, a tratti buonissimo, finora, per il giovane belga della Bahrain che si è sempre distinto per la forza sul passo e per il tormentone sui mondiali a cronometro nelle categorie giovanili (dove ci è arrivato sempre da grande favorito, e alla fine ne è uscito con, “soltanto”, un bronzo tra gli U19, un argento e un quarto posto tra gli Under 23). Anno a tratti grandioso quello che sta vivendo Alec Segaert, vincitore del GP Denain e, per poco, giustiziere di van der Poel e van Aert alla Gand – poi c’ha pensato il gruppo ad annacquare il suo vino. Ha una forma eccezionale e sta salvando al Nord la spedizione sottotono della Bahrain – che ha, comunque altri giovani interessanti per queste corse e che potranno crescere, come Erzen o Borgo. Segaert ha una sola Ronde sulle spalle chiusa in trentaduesima posizione, ma così forte non lo abbiamo visto mai. Può andare bene sia nel caso di corsa resa durissima da Pogačar e i suoi, sia nel caso di corsa tattica e qualora dovesse esserci un rimescolamento alle spalle del grande favorito di oggi, lui saprebbe trovare lo spunto per provare persino ad avvicinare un piazzamento sul podio. O in caso di congiunzioni astrali giuste, anche salirci.

Per Strand Hagenes 🇳🇴 (Visma | LAB)

Il giovane norvegese che, per ciò che sta dimostrando in questa primavera da Per Strand è diventato Per “Strong”, è stato beffato, quasi umiliato verrebbe da dire, se non fosse un termine esageratamente forte e fuori fuoco, proprio da Segaert, nel finale del GP Denain;è stato ripreso a Le Samyn a poco dal traguardo dopo un bell’attacco dalla media distanza; è stato uno dei migliori in campo alla DDV, chiudendo su decine di attacchi per difendere la posizione di van Aert in fuga; si è fatto notare anche all’OHN e ha chiuso sul podio ad Harelbeke, dietro van der Poel, ma con la colpa, condivisa con gli altri presenti nel gruppetto, di non aver voluto dare lo scatto decisivo per riprendere l’ex campione del mondo, lì davanti a pochi metri. Il giovane norvegese, però, in tutto questo, ha dimostrato la sua crescita, attesa da anni, dimostrandosi capace di scalare le gerarchie e prendendo idealmente il posto lasciato vacante da Tiesj Benoot e Dylan van Baarle. Mica male. Lo immaginiamo, a questo Giro delle Fiandre, di nuovo all’attacco, magari per cercare di essere utile a scardinare la possibile difesa (prima dell’attacco) UAE del suo imbattibile capitano e fungere così da uomo tatticamente utile per van Aert. Poi, certo, se dovesse ritrovarsi lì davanti, lo abbiamo detto, forte è forte. Da giovane pure un bel vincente.

Axel Huens 🇫🇷 (Groupama FDJ United)

Ve ne siete accorti, vero, che in queste settimane, nelle gare del Nord, è presente ben salda una maglia della Groupama diversa rispetto a quella dei soliti noti Grégoire e Madouas? Ecco, quella è la maglia che indossa Axel Huens che sta vivendo la sua miglior Primavera della carriera, ad alti livelli, dopo essere stato rilanciato dalla squadra di Tietema nelle ultime due stagioni. Eravamo indecisi se metterlo in vista della Roubaix, lui che, nato a Compiègne, da dove parte l’Inferno del Nord, e ci punta forte, dopo essersi pure messo in luce con un ventisettesimo posto proprio lo scorso anno nel velodromo francese. Abbiamo voluto bruciare le tappe: ce lo aspettiamo in lotta già a questo Fiandre, dopo averlo visto davanti al GP Denain, settimo,  alla Nokere Koerse, quindiceismo, alla Kuurne, ventiduesimo, alla De Panne, ventiquattresimo,  alla Bredene Koksijde, ventieseiesimo, all’E3, trentunesimo e infine protagonista in due azioni che potevano arrivare al traguardo dopo aver scollinato davanti sui muri, sia alla Gand che alla Dwars. In entrambe le corse c’ha provato e poi ha sprintato per un piazzamento (dodicesimo e sedicesimo), perché oltre all’attitudine per questo tipo di corse, ha pure lo spunto veloce. Anche se in squadra il capitano sarà Grégoire,  e in seconda battuta Madouas, ci aspettiamo di vederlo nelle azioni buone e poi a sfruttare lo spunto per un piazzamento nei quindici, venti.

Aimé De Gendt 🇧🇪 (PInarello Q36.5 Pro Cycling Team)

A quasi 32 anni, il belga, da quest’anno in Pinarello, sta vivendo la sua miglior primavera in carriera, in una squadra che puntava tutto su Wright per il Nord, ma si è ritrovata con l’inglese ancora non pervenuto. De Gendt, invece, che ogni tanto la zampata per un piazzamento l’ha messa anche in passato nelle semi classiche di casa, quest’anno ha alzato il livello, mettendosi volentieri in mezzo ai big sui muri delle corse più importanti, oppure, ancora meglio, in quei tratti spesso decisivi tra una salita e l’altra e dove spesso va via l’attacco decisivo o più consistente. Magari non è il primo nome che vi verrà in mente per la Monumento fiamminga, ma occhio, perché ha esperienza, un buon tempismo negli attacchi ed è dotato di spunto veloce e, nel caso di un rimescolamento alle spalle del condannato a vincere Pogačar, lui potrebbe pure dire la sua per un risultato nei dieci. D’altra parte in stagione è stato quinto alla OHN e ottavo  alla Gand, risultati che parlano da soli sulle sue intenzioni.

Remco Evenepoel 🇧🇪 (Red Bull – BORA – Hansgrohe)

In questa lista, inizialmente, era prevista la presenza di Jenno Berckmoes di cui, in realtà, avevamo già prodotto uno specchietto che ne raccontava potenziale (enorme) e risultati. Poi la caduta rovinosa alla Dwars door Vlaanderen ha fatto saltare i nostri piani e probabilmente anche i suoi, ma proprio mentre lui cadeva – e si ritirava – veniva confermata la presenza di Remco Evenepoel alla Ronde, suo esordio assoluto nella corsa di casa. Ciò che il belga potrebbe fare lo immaginiamo tutti: in caso di corsa fantozziana come il suo amico e connazionale van Aert, non ci si potrebbe fare nulla, cadute, forature, incidenti di ogni genere sono incontrollabili e oltretutto vanno spesso a rovinare la corsa sempre agli stessi, ma se, al contrario, per lui dovesse arrivare una gara lineare – per quanto possa essere lineare una gara al Nord – lo diciamo subito e senza troppi problemi: la possibilità di ottenere un piazzamento nei primi dieci, se non addirittura di salire sul podio, è alta. Vero che anche la concorrenza lo è e lui su queste strade, che comunque conosce a memoria, non c’ha mai corso in questo periodo, in corse ufficiali, però è Remco, provate a mettergli un limite.

Lorena Wiebes 🇳🇱 (Team SD Worx-Protime)

In teoria, le difficoltà del percorso di una corsa come il Fiandre, tra muri e pavè, dovrebbero imporre una selezione tale da staccare atlete con le caratteristiche di una velocista e questo sarebbe tecnicamente Lorena Wiebes: la donna più veloce del gruppo, qualcuno dice del mondo. Sulla carta, sulla strada, invece, le cose cambiano, almeno in parte. Sarebbe facile annotare la recente vittoria di Wiebes alla Gent-Wevelgem, ora in Flanders Fields, dove la differenza è stata fatta proprio da lei e proprio su un terreno ostico quale il Kemmelberg, ma la constatazione non può fermarsi qui. Wiebes ha una gamba in stato di grazia e negli anni è migliorata su pendenze solitamente proibitive, evolvendo in un’atleta che vuole sfruttare ogni potenzialità. Spesso ha utilizzato queste capacità per lavorare per Lotte Kopecky e dovrebbe farlo anche questa volta. Alcuni la aspettano staccata sul Kwaremont… noi staremo a vedere.

Franziska Koch 🇩🇪 (FDJ United-SUEZ)

Koch corre in FDJ-Suez, la squadra di Demi Vollering che certamente parte fra le tre o quattro favorite di rango nelle Fiandre. La riflessione, importante, però, va fatta sulla condizione della tedesca classe 2000, campionessa nazionale, che, partendo con i medesimi gradi di gregaria, è andata a conquistare un quinto posto alla Omloop Het Nieuwsblad e il terzo preziosissimo gradino del podio alla Strade Bianche, lavorando prima per Vollering e poi per Elise Chabbey che Strade l’ha vinta, e pure alla In Flanders Fields l’abbiamo vista muoversi molto bene in gruppo. Sicuramente la sua giornata inizierà lavorando per la capitana, ma i tranelli della strada sono molti, sempre ed in particolare nell’Inferno del Nord. FDJ-Suez ha molte frecce nel proprio arco: Koch e Chabbey su tutte, senza scordare la giovanissima e talentuosa Gery e Amber Kraak che dove ci sono fughe o azioni pericolose, magari improbabili, spesso ci si intrufola.

Pfeiffer Georgi 🇬🇧 (Team Picnic PostNL)

Partirà con il dorsale 111, Georgi, e chissà che il triplice uno nel dorsale non sia un segno. A parte gli scherzi o le superstizioni, Pfeiffer Georgi è una delle atlete sempre presenti nelle startlist delle corse di livello e, soprattutto, negli ordini d’arrivo. Un’atleta che non fa rumore ma di cui si percepisce l’assenza. Se si fosse in una band, sarebbe il basso, invece è una ciclista ed è Pfeiffer Georgi. Inutile nascondersi: il risultato che l’ha portata all’attenzione di tutti e che la pone d’obbligo fra le atlete che possono sorprendere al Fiandre è il terzo posto alla Parigi-Roubaix del 2024, dietro a Lotte Kopecky ed Elisa Balsamo. Non solo questo però: un quinto posto al Trofeo Binda, un quarto posto all’Amstel Gold Race e un settimo alla Omloop Het Nieuwsblad oltre a varie top ten. Quest’anno ha sfiorato il piazzamento nelle dieci tanto al Binda, quanto alla Sanremo, quanto alla In Flanders Fields. Le manca quel guizzo che, se non la porta alla vittoria, la porta comunque lì vicino. Aspettiamocelo.

Imogen Wolff 🇬🇧 (Team Visma | LAB)

Classe 2006, vent’anni. Imogen Wolff è in una formazione, il Team Visma I Lease a Bike, che schiera alla partenza Marianne Vos e Pauline Ferrand-Prévot: come si direbbe, “non c’è trippa per gatti”, per il successo. Ma non è in quest’ottica che facciamo il suo nome. Wolff, quando era ancora junior, nel 2024, ha centrato il quarto posto alla Ronde van Vlaanderen ed il medesimo risultato alla Gent-Wevelgem, oltre alla vittoria al Piccolo Trofeo Binda e già questo basterebbe per citarla. L’anno scorso, però, al primo anno tra le élite, ha corso una campagna del Nord di rilievo, costantemente intorno alla ventesima posizione, per la precisione ventiduesima alla Ronde e ventiquattresima alla Roubaix. Ci sarà tempo per migliorare e siamo convinti che fra qualche anno la britannica se la giocherà questa gara. In questo giorno della Settimana Santa ciclistica, invece, la vedremo davanti a “fare il posizionamento” per le compagne. Potrebbe essere proprio una bella giornata per lei.

Shirin van Anrooij 🇳🇱 (Lidl-Trek)

Di Shirin alle classiche del Nord ci ha parlato forse per la prima volta Elisa Longo Borghini qualche anno fa, mostrandoci il lato grintoso di questa atleta che macina velocissimamente le gambe pur con un problema al cambio per fare la velocità richiesta. Da quel giorno sono cambiate molte cose e Van Anrooij, oltre ad essere un’ottima donna squadra, si è ritagliata il proprio posto in Lidl-Trek a suon di piazzamenti in corse che se non erano classiche ne avevano tutta l’aria, per percorso e storia: seconda alla Dwars door Vlaanderen, terza all’Amstel Gold Race, terza proprio alla Ronde van Vlaanderen nel 2024, quarta alla Omloop Het Nieuwsblad, quinta alla Strade Bianche e quinta alla Freccia del Brabante. Forse il suo successo più importante resta il Trofeo Binda, vinto con lucidità e con un attacco piazzato al momento giusto nel 2023, quando tutti attendevano Elisa Balsamo. Quest’anno ha già fatto nona alla Strade Bianche e decima al Trofeo Binda. Le Fiandre sono dietro l’angolo.

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