Ormai il canovaccio lo conoscete e sta rimanendo poco di lui per quanto lo abbiamo strizzato in queste settimane. Si fanno fuori i nomi più tradizionali per andare a pescare chi, anche in ottica futura, la corsa in questione potrebbe pure vincerla o andarci vicino.

Spesso, le grandi classiche, poi, lasciano spazio a sorprese. A volte hanno visto vincere corridori considerati al di là dei pronostici più azzardati, ma non è il caso di questo periodo che, per quanto riguarda le classiche più importanti del calendario, è dominato in lungo e largo da una manciata di corridori (van der Poel, Pogačar, Pedersen, Philipsen, ci fermiamo più o meno qui).

Alle spalle di questi, però, le sorprese non mancano: vi ricordate per esempio il podio del 2024? Con Pogačar assente e Pedersen che azzardò per l’ennesima volta il tutto per tutto lanciandosi in una fuga da lontanissimo e senza speranza (‭«Non ho corso in maniera intelligente» disse a fine corsa), dietro van der Poel si raggrupparono vari corridori che si equivalevano e, in una giornata caratterizzata da pioggia e freddo, con la bici spinta a piedi sul Koppenberg, in un’immagine di ciclismo tornato indietro di trenta, quarant’anni, la spuntarono Luca Mozzato e Nils Politt, non di certo i più avvezzi a risultati del genere – seppure il tedesco sfiorò una Roubaix un lustro prima e proprio nel 2024 arrivò a pochi centimetri dalla vittoria alla OHN.

Tutta questa introduzione semplicemente per spiegare, forse inutilmente, che dentro questo elenco troveremo nomi (non di fantasia), ma da seguire, seppure non siano così tante le speranze di ritrovarli sul podio a meno di controprestazioni dei favoriti che oggi, sulla carta, portano i nomi noti e stracitati di Pogačar e van der Poel (prima fila), con Pedersen, Ganna e Jorgenson più defilati e una terza fila che potremmo vedere ritagliata sui vari Küng e van Aert.

Prima di partire, però, lasciatemi dire due cose sul Fiandre: è la corsa perfetta, che lega diverse tipologie di corridori come poche altre; la trovo, in questo, superiore alla Roubaix, che ha quel fascino legato all’alea che alcune corse cercano di imitare ma appunto sono perlopiù derivative. Tornando al Fiandre, il “nuovo” (relativamente ormai) percorso con la doppia scalata nel finale di Oude Kwaremont e Paterberg lo trovo semplicemente magnifico, suggestivo, tecnicamente impareggiabile.

Detto questo, via alle danze.

Magnus Sheffield 🇺🇸 (2002) INEOS Grenadiers

La sua squadra è partita col piede giusto e lui si sta esaltando in un contesto che, finalmente, sembra riuscire nuovamente a valorizzare il tanto talento di cui è composto. Lo scorso anno finì a un passo dal podio, ma fu corsa strana per i rimescolamenti alle spalle di van der Poel, fredda e piovosa come piace a lui. Corridore dotato di fondo, veloce, che tiene sulle salite brevi e ripide, che non disdegna il pavé e capace di fare risultato in tutte le grandi classiche del calendario. Perfetto per il Fiandre, ma un piccolo campanello d’allarme suona al termine di una Dwars Door Vlaanderen in cui, dopo essere stato brillante davanti sui muri per diversi chilometri, si è staccato all’improvviso come se gli si fosse spenta la luce da un momento all’altro.

Florian Vermeersch  🇧🇪 (1999) UAE Team Emirates

Sta beneficiando del cambio di squadra e finalmente, risolti i problemi fisici, sta ottenendo quel qualcosa che gli è sempre mancato finora in carriera: la continuità. Fatto (ma non finito) per Fiandre e Roubaix, in grande forma, Vermeersch è un consistente piano B qualora le cose per il suo capitano campione del mondo e favorito non dovessero funzionare, ma potrebbe anche approfittare di alcune situazioni di corsa per ottenere un buon risultato.

Mike Teunissen  🇳🇱 (1992) XDS-Astana

Ha dalla sua esperienza e qualità in queste corse, dove è capace di chiudere sempre a ridosso dei migliori grazie anche al suo spunto veloce. In più corre in una squadra quest’anno partita bene e che insegue punti necessari per restare nel WT. Usato sicuro che tra Fiandre e Roubaix insegue due top ten, che, vista la condizione, sembrano essere alla portata seppure nella corsa belga non abbia mai fatto meglio di un 18° posto nel 2018.

 

Toms Skuijns 🇱🇻 (1991) Lidl-Trek

L’apparenza inganna: Toms Skuijns sembra meno sul pezzo dell’ultima stagione ma in realtà è perché, semplicemente, ha avuto meno occasioni per mettersi in mostra. Alla Strade Bianche ha forato un paio di volte e nei momenti chiave, finendo quasi per agguantare ugualmente la top ten, piazzamento nei dieci sfiorato anche alla E3 con un buon secondo posto allo sprint mentre davanti i migliori erano già scappati via, ma la sua squadra con Pedersen e Stuyven era comunque ben coperta. Al Fiandre 2025, corsa per corridori resistenti come lui e che vanno forte con il passare delle ore in bici, ci va per migliorare il 10°posto del 2024, ma anche per coprire le spalle all’eventuale scorribanda da lontano del suo capitano Pedersen e magari nel finale, come al suo solito, sfruttare la capacità di recuperare corridori persi per strada nei meandri della corsa dura.

 

Antonio Morgado 🇵🇹 (2004) UAE Team Emirates

Uno dei tre più giovani al via lo scorso anno (classe 2004 come lui Tarling ed Herzog), 5° al traguardo, Morgado non lo vedi mai, ma è un altro di questi che sa esaltarsi in corse dure e con la pioggia. Quest’anno le cose andranno diversamente, previsto sole e c’è da lavorare per Pogačar, ma occhio a un buon risultato da dietro perché Morgado si sa nascondere bene salvo poi spuntare quando non te l’aspetti. Sembra corridore da grandi appuntamenti e il Fiandre lo è. E intanto si fa esperienza perché in futuro questa corsa la potrà vincere.

 

Laurence Pithie  🇳🇿 (2002) Red Bull-BORA-hansgrohe

Per una Red Bull che in Formula Uno arranca non fosse per la classe di Verstappen che la porta dove nessun altro riuscirebbe, c’è una Red Bull che nel ciclismo… ottiene molto meno di quello che si poteva pensare soprattutto in queste uscite al Nord. La squadra è stata costruita per essere completa su tutti i terreni, ma se nelle corse a tappe si raccolgono i primi frutti, lo stesso non si può dire delle corse del Nord. Lazkano è menomato dai problemi fisici, Tratnik si è visto pochissimo come Meeus, bene i gemelli van Dijke, ma arrivano fin dove possono e allora tutto il peso del risultato domenica va sulle spalle del giovane Laurence Pithie, il quale ha grande talento sui muri in pietra, fino a essere forse uno dei pochi corridori col potenziale per poter provare a stare con i due (tre?) più forti, ma cade spesso e sbaglia i tempi. Ci piaceva di più la versione 2024 quando andava all’attacco da lontano per poi strappare così un buon piazzamento.

 

Arjen Livyns 🇧🇪 (1994) Lotto

Ve lo ricordate Frederik Frison? Il corridore belga che attualmente naviga al largo della competitività assoluta in maglia Q36.5? Beh, nel 2023, dopo una carriera senza infamia e senza lode, sfoggiò una Primavera con i contro attributi sfiorando il successo alla De Panne e affermandosi come protagonista alla Gent (entrambe giornate caratterizzate dal maltempo e chiuse da lui al 4° posto). Frison in quel periodo era in scadenza e cercava un contratto per la stagione successiva che puntualmente arrivò dopo la campagna del Nord: non rinnovò con la Lotto ma firmò con il nuovo team di Douglas Ryder. Ebbene, in Livyns si rivedono quei tratti. L’età è la medesima (31 anni oggi Livyns, 31 all’epoca Frison), le caratteristiche tecniche simili: amano entrambi le corse fiamminghe e anche il passato da onesto mestierante che all’improvviso inizia a ballare la rumba in mezzo ai titani delle pietre del Nord. La Lotto senza De Lie ha tanti bei corridori che domenica possono mettersi in mostra (segnaliamo anche Segaert e Van Moer), ma se qualcuno volesse provare il jackpot gli diremmo di puntare tutto su un piazzamento nei 10 del piccolo Livyns, autore finora di una primavera molto convincente e alla ricerca di un rinnovo del contratto.

 

Neilson Powless 🇺🇸 (1996) EF Education-EasyPost

Questo “slot” inizialmente era ad appannaggio di un altro corridore della EF, Marijn van den berg corridore veloce in buona forma e resistente e sicuramente adatto a un piazzamento anche al Fiandre. Ma dopo la vittoria alla Dwars door Vlaanderen come si fa a non pensare a Neilson Powless in vista di domenica? Oltretutto in una corsa in cui la presenza di Pogačar alza l’asticella rendendola ancora più dura e con una strizzata d’occhio agli scalatori e dove nel 2023, proprio con Pogačar presente, Powless chiuse al 5° posto, battuto allo sprint per il terzo posto sul podio solamente da Pedersen e van Aert. I quali potrebbero essere suoi rivali per un terzo gradino sul podio anche domenica, vista la condizione espressa pochi giorni fa verso Waregem.

 

Rasmus Tiller  🇳🇴 (1996) Uno-X Mobility

Gli manca sempre quel po’ di margine per fare il salto di qualità e magari con una grande vittoria consacrare il talento. Norvegese di cui si parla sempre troppo poco, Tiller è corridore solidissimo e forse, attualmente, è anche il più in forma tra i suoi, insieme a Kristoff, occhio pure a lui per un buon piazzamento, per le corse del Nord, più di un Abrahamsen appannato in questo inizio di stagione dopo i migliaia di chilometri in fuga fatti nel 2024. Tiller è veloce, corre sempre davanti, ma forse gli manca quel qualcosa in più per essere, non dico davanti a giocarsi il bersaglio grosso, ma anche per stare a ridosso. Per una top ten, invece, lo vediamo molto bene. Occhio pure a lui per un risultato che sarebbe comunque molto prestigioso.

 

Pierre Gautherat 🇫🇷 (2003) Decathlon-AG2R La Mondiale

Chiudo con il giovane francese della Decathlon perché sono sicuro che lui in un’altra vita sia nato e cresciuto su queste strade. Per come si muove tra muri e pavè, per come sembra adattarsi facilmente alle circostanze sempre complicate che caratterizzano le Fiandre. Magari questa gara non la vincerà mai (e ai francesi il Fiandre manca da tanto, troppo tempo, ero bambino io, figurarsi: 1992, Jacky Durand con un’azione da lontano sottovalutata dagli avversari), ma di certo me lo aspetto protagonista domenica e poi in futuro. In casa Decathlon occhi puntati pure sugli esperti Naesen e De Bondt.

 

E poi ce ne sarebbero altri, da Wellens e Bjerg a Madouas, a Tarling, da Wright a Matthews, passando per Van Eetvelt che fa il suo esordio qui, Eenkhorn, Lampaert, Vacek, Rex, Girmay, fino a Garcia Cortina, Trentin, Pluimers. E poi chissà chi altro potrebbe spuntare.

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