La Liegi comincia in silenzio, con quella luce opaca che sembra uscire dal terreno più che dal cielo. Le Ardenne hanno un modo tutto loro di stringerti: non è una sfida, ma è una sorta di assorbimento costante, lento, ma continuo.
La strada si infila tra gli alberi come un filo teso, e ogni curva sembra custodire un segreto che non hai ancora il fiato per decifrare.
Le côtes arrivano come vecchie conoscenze che non hai mai davvero capito. Ti prendono il ritmo, ti tolgono l’aria, ti costringono a guardare dentro il buio delle gambe. Dramma dimenticato, clamore in soffitta: solo un consumo lento, inevitabile, che non lascia spazio a nessuna distrazione.
E allora eccoli: dieci corridori immersi in questo verde che non concede tregua. Cinque uomini e cinque donne che entrano nella Doyenne sapendo che qui tutto si decide senza alzare la voce. La foresta osserva, la strada trattiene, la corsa sceglie.
Emiel Verstrynge 🇧🇪 (Alpecin-Premier Tech)
L’appetito del belga della Alpecin-Premier Tech vien mangiando. Dopo un buon Giro dei Paesi Baschi, in cui si è infilato pure in fughe arrivate al traguardo e il quinto posto all’Amstel, il classe 2002 dell’Alpecin, che corre con addosso il marchio di qualità del ciclocross e, sin dalle categorie giovanili, tanta abilità quando la strada sale, vuole stupire anche alla Liegi dove, all’improvviso, rischia di trovarsi come capitano in corsa di una delle squadre più forti del World Tour. Arrivato, insieme a Senna Remijn, suo giovanissimo compagno di squadra, entrambi tra le rivelazioni di questa campagna ardennese, dove si pensava potesse arrivare già quest’anno Del Grosso – quest’ultimo protagonista di una primavera un po’ sottotono – Verstrynge vuole ottenere un risultato di prestigio anche alla Liegi, per la quale ha già dimostrato, quattrodicesimo lo scorso anno, di essere particolarmente portato.

Marco Frigo 🇮🇹 (NSN Cycling Team)
Il decimo posto all’Amstel, dopo una lunga fuga, lo stiamo raccontando come un’impresa per il nostro ciclismo e così è, perché da troppo tempo siamo poco abituati a vedere un corridore di casa capace di andare così forte in sforzi di lunga durata, quasi come se mancasse, in questa generazione, la caratteristica della resistenza. Frigo, invece, che ha fatto quest’anno l’esordio assoluto sulle Ardenne, è proprio quel tipo di duraccio che a noi un po’ manca. Alla Freccia, meno adatta al suo motore da lunga distanza e gittata, ha lavorato per i suoi compagni di squadra, qui, invece, può di nuovo tornare a svolgere un ruolo da primo attore. Proverà a centrare la fuga del giorno? Proverà a tenere duro finché può, stando attaccato ai migliori? Qualsiasi scelta che farà sarà dettata da una grande condizione, la migliore finora vista in carriera.

Pello Bilbao 🇪🇸 (Bahrain-Victorious)
Per il basco della Bahrain-Victorious è l’ultima campagna ardennese della carriera, lui che, per scelte di calendario, troppo spesso ha saltato a pie’ pari corse per le quali, invece, è sempre stato tagliato. Arriva alla Doyenne con due diciottesimi posti ottenuti alla Strade Bianche e alla Freccia Vallone e con il quindicesimo all’Amstel dove a lungo è stato in procinto di rientrare sul gruppo che si è giocato le posizioni dalla terza all’undicesima, salvo rimanere impantanato tra una salita e l’altra. Il suo miglior risultato nelle (sole) quattro Liegi disputate è il nono posto del 2024, e viste le doti di fondo, resistenza e una buona brillantezza in caso di sprint, lotterà per chiudere intorno a quelle posizioni.

Alex Molenaar 🇳🇱 (Caja Rural-Seguros RGA)
Arrivato tardi al ciclismo che conta, rispetto alla media attuale di ragazzini che fanno deflagrare ogni salita, ogni tratto in pavé, ogni volata, Alex Molenaar porta in sé due sentenze. La prima riguarda la sua squadra: la Caja Rural sta andando forte, meglio anche di tante World Tour ed è, insieme alla ancora più piccola Ukyo, la rivelazione di questo 2026. La seconda verità è che questo ragazzo da anni meritava il suo spazio e lo sta trovando a suon di risultati: tredicesimo a Limburgo, decimo al Brabante, ventesimo all’Amstel, ventottesimo alla Freccia Vallone. Esordio assoluto per lui sulle Ardenne in queste settimane e oggi alla Liegi può trovare un altro piazzamento di peso consapevole che l’asticella però, sarà notevolmente più alta delle ultime gare. Lui si dice pronto a sognare, noi con lui.

Mauro Schmid 🇨🇭 (Team Jayco AlUla)
Da tanto tempo ci aspettiamo lo svizzero lottare al vertice nelle corse più dure del calendario eppure gli è sempre mancato quel proverbiale centesimo. Forte nelle salite non troppo lunghe, adattissimo a qualsiasi tipo di giornata soprattutto se caratterizzata da condizioni estreme (caldissima o fredda, con la pioggia, con la neve), il campione nazionale elvetico potrebbe aver svoltato in questa stagione, proprio pochi giorni fa, ottenendo il podio alla Freccia Vallone dietro all’astro nascente del ciclismo mondiale Seixas. Cos’è mancato finora al corridore della Jayco? A volte cade, altre, ancora più spesso, va in difficoltà in fasi interlocutorie di corsa, facendosi spesso beccare in coda al gruppo a inizio salita, accaduto lo scorso anno alla lLegi, dove ha provato una grande rimonta, ma ha chiuso senza energie al ventiduesimo posto, e simili difetti li ha mostrati nella Amstel sempre del 2025, quando, nonostante una grande condizione, chiuse “soltanto” quindicesimo. Quest’anno pare aver svoltato perché poco prima della Freccia, arrivava sesto nella grande classica neerlandese, facendosi trovare pronto davanti all’imbocco delle salitelle che caratterizzano la corsa. Alla Liegi, sulla carta, si lotta per il quarto posto. Lui è uno dei nomi più caldi per avvicinare il podio.

Kasia Niewiadoma 🇵🇱 (CANYON/SRAM zondacrypto)
Il problema, quando parliamo di Niewiadoma, è sempre lo stesso. La maggior parte delle atlete firmerebbero per avere il suo palmares ed i suoi piazzamenti, il punto è che la polacca non è un’atleta qualsiasi, non è un’atleta delle tante. Una ciclista che ha vinto un Tour de France Femmes, una Amstel Gold Race, un Trofeo Binda e una Freccia Vallone spicca nel gruppo. E se spicca per le vittorie figuriamoci per i piazzamenti, basti dire che è giunta quattro volte seconda alla Strade Bianche e due volte seconda alla Ronde van Vlaanderen ma l’elenco sarebbe molto più lungo. In questo inizio di stagione, ancora piazzamenti: seconda alla Omloop Het Nieuwsblad, seconda alla Strade Bianche, seconda all’Amstel Gold Race, quarta alla Freccia Vallone. Così, l’altro giorno, Niewiadoma l’ha detto chiaramente: c’è amarezza perché non va alle gare per il quarto posto. La Liegi Bastogne Liegi Femmes può essere l’opportunità che cerca. Forse quella rabbia buona le servirà.

Paula Blasi 🇪🇸 (UAE Team ADQ)
La stagione di Blasi non era iniziata nel migliore dei modi: quell’ultima tappa del Down Under e quel pasticcio tra lei e Mavi Garcìa che ha consegnato la vittoria a Noemi Rüegg non è certo da ricordare. Certo la giovane età, certo tutto il resto, ma resta un peccato, però il ciclismo è fatto anche per voltare pagina e lei l’ha voltata. Dall’otto marzo non esce dalla top ten a qualunque gara si presenti: nona al Trofeo Oro in Euro, nona alla Freccia del Brabante, terza alla Freccia Vallone e, soprattutto prima all’Amstel Gold Race grazie a una prestazione notevole e, probabilmente, alla sottovalutazione delle rivali. Blasi ha ventitrè anni ed è alle prese con la sua prima volta nelle Ardenne. Del talento ci sembra persino inutile parlare, sarà esperienza e chissà che quella giovane età non ne combini una bella.

Magdeleine Vallieres 🇨🇦 (UAE Team ADQ)
Quando, il 27 settembre, in Rwanda, Vallieres ha conquistato a sorpresa il Campionato del Mondo, in molti hanno temuto, forse creduto, che la maglia iridata, quest’anno si sarebbe vista meno nelle prime posizioni del gruppo. La storia era bella, bellissima, come sempre quando vince una atleta che non ci si aspetta, però, forse proprio per questo, non si sapevano le reali possibilità della canadese che avrebbe potuto essere un lampo in un giorno di inizio autunno. Non è stato così e la prima prova è stata solo pochi giorni dopo, alla Tre Valli Varesine conquistata da Elisa Longo Borghini, dove è arrivata decima al termine di una condotta di gara tutt’altro che difensiva. Quest’anno è stata quinta a Siena, alla Strade Bianche, e sesta solo qualche giorno fa alla Freccia Vallone, oltre ad aver navigato nelle prime posizioni sia al Binda che alla Freccia del Brabante. Il percorso della Liegi Bastogne Liegi si addice alle sue caratteristiche e la maglia che indossa potrebbe suggerire qualche idea strana.

Nienke Vinke 🇳🇱 (Team SD Worx-Protime)
Il dubbio? Corre per il Team SD-Worx Protime. Il vantaggio? Corre per il Team SD-Worx Protime. Non è un gioco di parole. Se, da un lato, la ventenne olandese ha in squadra Anna van der Breggen, Lotte Kopecky e Mischa Bredewold, per cui dovrà adattarsi agli ordini di scuderia e mettersi a disposizione delle atlete più esperte e quotate, dall’altro avere una squadra così forte potrebbe confondere le carte delle avversarie e rendere più agevole cercare di sorprendere. Alla SD-Worx è già successo più volte e Bredewold ne è una chiara testimonianza. Nienke Vinke è giovane, giovanissima ma i segnali non vanno mai trascurati e lei ne ha dati diversi, non solo quest’anno. L’anno scorso fu ventunesima alla Liegi, due anni fa ventesima. Quest’anno ha centrato la top ten alla Freccia Vallone, dove nel 2025 fu ottava. Sono numeri che testimoniano costanza e crescita graduale, insomma non una di quelle promesse che poi si sciolgono al sole.

Ashleig Moolman-Pasio 🇿🇦 (AG Insurance-Soudal Team)
Potrebbe essere un giro d’onore per l’atleta originaria del Sud Africa. Ha compiuto quarant’anni lo scorso dicembre lei che è classe 1985 e in carriera di strada ne ha fatta tanta. Basti pensare che quella a cui ha partecipato a metà settimana è stata la sua sedicesima Freccia Vallone. Per undici volte di queste sedici, Moolman Pasio ha concluso in top ten. Probabilmente non è più l’atleta di qualche anno fa, fisiologicamente diremmo, ma quella che si correrà oggi sarà l’ultima sua Liegi Bastogne Liegi. Un ultimo ballo. L’anno scorso si ritirò. Siamo certi che non voglia che sia quello il suo ultimo ricordo di una gara che tutti amano. La aspettiamo per questo. Comunque vada. Il giro d’onore sarà valso la pena.
