L’ultimo capitolo della Primavera ciclistica, quella, appunto, con la lettera maiuscola, quella, nello specifico, caratterizzata dai fine settimana dedicati alle corse di un giorno è arrivato. Si è partiti, a fine febbraio, con il così detto opening week end, e si chiuderà, domenica 27 aprile, tra ponti e pontefici, con la Liegi-Bastogne-Liegi.

La Doyenne, che passa sulla Redoute e poi sulla Roche aux Faucons, che arrivava ad Ans e oggi ha saputo – anche per questioni commerciali – rinnovarsi, proponendo dal 2019 un finale diverso.

Con le modifiche alla parte conclusiva hanno vinto: Fuglsang, Roglič, e poi due volte a testa Pogačar ed Evenepoel – favoriti anche per questa edizione con la speranza che stavolta niente si metta di traverso e ci faccia godere la sfida a due.

Dal 2019 a oggi, tolto il podio di Formolo (che pare essere pure l’italiano più in forma per un piazzamento tra la quindicesima e la ventesima posizione anche quest’anno, grasso che cola), il migliore è stato Ciccone, 13° nel 2023. Poco da fare, siamo questi.

Alle spalle dei due favoriti, invece, c’è un gruppo di corridori che si darà battaglia per il podio e chissà, magari qualcuno potrà fare come Skjelmose una settimana fa all’Amstel: trovare la giornata di grazia e provare a castigarli. La corsa neerlandese c’ha raccontato che, se gli astri si congiungono, potrebbe essere possibile, anche se le gambe dei due è superiore, con Redoute e Roche aux Faucons che rischiando di risultare indigeste agli altri.

Ed ecco quindi le dieci alternative a Remco e Pogi per la Liegi Bastogne Liegi 2025.

 

MATTIAS SKJELMOSE JENSEN (2000) 🇩🇰 Lidl-Trek

Viene facile pensare a lui dopo che li ha battuti alla Amstel, ma verrebbe facile escluderlo dopo la brutta botta rimediata alla Freccia Vallone corsa in cui lo scorso anno venne portato via in braccio perché si stava per congelare. Non recuperò in tempo per la domenica alla Liegi dove, nonostante dichiarazioni bellicose, saltò per aria nel tentativo di tenere il forcing di Tadej Pogačar e chiuse 28°, mentre il 9° posto del 2023 resta il suo risultato migliore. Dubbi sulla sua condizione e allora in casa Lidl-Trek si pensa pure a Ciccone e Nys, pedine per tipi di corsa differenti.

 

TOM PIDCOCK (1999) 🇬🇧 Q36.5

Lui, invece, in questa corsa è già salito sul podio, era il 2023, rimediando quello che è al momento l’unico piazzamento nei tre in una Monumento al quale però affianca diversi risultati di peso in altre grandi classiche, vedi le vittorie ad Amstel e Strade Bianche. Insegue, a proposito di podi, il primo storico per la sua squadra in una delle cinque classiche più prestigiose del calendario, rincorre, anzi forse sfugge, sarebbe meglio dire, ormai da diversi anni, la nomea di corridore atteso a tenere la ruota dei tre, quattro più forti. Quando loro non ci sono lui colpisce, ma lo si aspetta alla giornata di grazia come qualcuno l’ha avuta prima di lui, sette giorni fa. Alcuni dicono: se ce l’ha fatta Skjelmose, perché non dovrebbe riuscirci Pidcock?

 

BEN HEALY (2000) 🇮🇪 Ef Education EasyPost

Sembra tornato quello di un paio di stagioni fa, ma non solo, il risultato alla Freccia Vallone è il suo migliore in carriera, nettamente, e questo fa sperare bene per domenica sulle côtes valloni. All’Amstel, Alaphilippe gli ha rovinato (un bel po’) i piani, anticipando il suo probabile attacco dalla media distanza e dando il là a quello di Pogačar. Se lo sloveno non sa stare mai fermo, anche Healy non scherza. Ha un gran motore, ma anche la sfortuna di doverlo dimostrare in quest’epoca in cui un paio di corridori ne hanno uno ancora più evoluto. Ma se c’è uno che può stupire, ribaltare, tentare l’impresa, quello è il folletto irlandese che tanto ci piace per il modo di correre. In Casa Ef occhio pure a Baudin, ritrovato, ma soprattutto a Powless uomo che può spuntare dalla mischia e cogliere un podio.

 

TIESJ BENOOT (1994) 🇧🇪 Visma | lease a Bike

Insieme a van Aert e Jorgenson, qui assenti, Tiesj Benoot sta tenendo a galla una squadra che fino a poco tempo fa sembrava poter dominare (anche) le corse di un giorno, squadra che però una Monumento non la vince dal 2020 e fu proprio la Liegi con Roglič, prima del duopolio di cui abbiamo parlato sopra. Il belga, garanzia di risultati, in questa corsa è stato già 3 volte nei 10 con due settimi posti come miglior risultato, e viene da una serie di piazzamenti di qualità con il podio alla Dwars e il fiore all’occhiello del sesto posto alla Ronde. Potrebbe essere la sua ultima Liegi in maglia giallonera (pronto un contratto importante alla Decathlon): motivazioni extra dovesse lasciare la squadra in cui negli ultimi quattro anni ha fatto il definitivo salto di qualità?

 

MAXIM VAN GILS (1999) 🇧🇪 Red Bulla-BORA-hansgrohe

Lo mettiamo più per onore di firma e pedigree che forma effettiva. Purtroppo il biondo belga sta vivendo una primavera complicata per motivi di salute e anche problemi familiari e al momento il feeling con la nuova squadra non sboccia, ma chissà, il talento c’è e questa corsa è fatta per lui che lo scorso anno arrivò a pochissimo dal podio, battuto allo sprint solo da un certo Mathieu van der Poel. In Casa Red Bull c’è curiosità sull’esordio in questa corsa di Pellizzari – il quale arriva, però, da un blocco di lavoro mirato al Giro, difficile immaginarselo competitivo per un risultato importante. Da seguire pure Adrià, corridore che nelle ultime settimane sembra avere un po’ smarrito la brillantezza di inizio stagione. Non è la primavera che il colosso austriaco si aspettava dalla squadra, ma prima o poi ci aspettiamo una svolta.

 

ROMAIN BARDET (1990) 🇫🇷 Team Picnic PostNL

Chi invece il podio lo conquistò lo scorso anno è Romain Bardet il quale, però arriva da un TotA non brillantissimo passato spesso a inseguire e al freddo. La sua squadra è in difficoltà, lui proverà a togliere di nuovo le castagne dal fuoco con un bel piazzamento in quella che è la sua ultima Liegi in carriera, in quella corsa che lo ha visto salire sul podio due volte e finire nei dieci altre tre. La Liegi è sempre stata la sua corsa: lo sarà anche stavolta?

 

SANTIAGO BUITRAGO (1999) 🇨🇴 Bahrain-Victorious

Salito sul podio un po’ a sorpresa un paio di stagioni fa, Santiago Buitrago mercoledì alla Freccia, sfruttando anche il suo feeling con il brutto tempo, ha dimostrato di essere tornato in grande forma (ha chiuso sesto) e di poter essere un validissimo outsider su queste strade, soprattutto se la corsa si dovesse fare dura anche alle spalle dei due favoritissimi, a differenza dello scorso anno dove a lungo, dietro Pogačar, si diede (poca) battaglia in un gruppone abbastanza folto. Nelle salitelle del Belgio vallone, brevi e aspre, lui si trova a meraviglia, è tutt’altro che fermo anche nel finale, è in crescita e ha una squadra competitiva (Pello Bilbao e Zambanini sono alternativa e spalla) che lo supporterà in tutto. Può provarci per tornare di nuovo sul podio.

 

LOUIS BARRÉ (2000) 🇫🇷 Intermarché-Wanty

Da inizio stagione il francese della Intermarché-Wanty non sbaglia un colpo. Sempre davanti con continuità, che si tratti di corse in Spagna, in Francia, in Italia, poi all’Amstel Gold Race, Paesi Bassi, col sesto posto finale ha ottenuto il miglior risultato in carriera in una corsa World Tour. Come il suo ex compagno di squadra Vauquelin (che non inseriamo tra i dieci, ma fate finta che ci sia) è la dimostrazione che nel ciclismo si può ancora crescere con calma e iniziare a mostrare le cose migliori anno dopo anno, pure a 24 o 25 anni. Lo scorso anno spesso in fuga nelle gare dure, quest’anno davanti nei momenti clou. Uno dei migliori corridori della sua squadra in questo primi mesi alla Liegi punta a una top ten che sarebbe un grande risultato per lui e per la squadra e anche per migliorare il piazzamento alla Freccia, 24°, che ovviamente non lo ha soddisfatto, causato dalle difficoltà negli ultimi km a prendere la posizione giusta in gruppo.

 

MAURO SCHMID (1999) 🇨🇭 Team Jayco AlUla

Altro corridore che da inizio stagione sta andando molto forte, ma che, a differenza di Barré, ha già raccolto, vincendo in Australia la Cadel Evans Great Ocean Road Race. Quella volta si esaltò con il grande caldo, mentre mercoledì nonostante la pioggia e il freddo ha ottenuto una ottima decima posizione alla Freccia Vallone dimostrandosi ancora una volta corridore adatto alle condizioni meteo più complicate. Domenica, invece, all’Amstel ha chiuso al quindicesimo posto dopo essersi sacrificato per Michael Matthews. La Liegi è molto adatta alle sue caratteristiche e al suo stato di forma: ci troviamo di fronte al migliore Schmid mai visto tra i professionisti, occhio a lui.

 

DAVIDE FORMOLO (1992) 🇮🇹 Movistar Team

Chiudiamo con l’unico italiano apparso in condizioni decenti nelle ultime uscite ardennesi, Formolo, migliore azzurro sia all’Amstel (27°) che alla Freccia (16°), questi sono i tempi che corrono. Oltretutto Formolo è anche l’ultimo corridore di casa nostra a salire sul podio alla Liegi. Sta bene, ha fondo e insieme a Mas è la carta migliore che la Movistar può schierare nella grande classica. Difficile una top ten, ma se la corsa si fa dura può provarci.

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