La Milano–Sanremo non la corri: la attraversi, come un romanzo che sembra leggero finché non ti accorgi che ti sta pesando sulle gambe. Centinaia di chilometri di niente, poi all’improvviso tutto: il mare, i capi, la tensione che sale come una febbre buona.
Qui non si improvvisa, qui si rivela chi ha davvero il coraggio di aspettare.
Dieci nomi, dieci storie in bilico tra la quiete e la scintilla, prima che la Classicissima decida chi merita il finale
Isaac Del Toro 🇲🇽 (UAE Team Emirates-XRG)
Perché proviamo pure a immaginare uno scenario, anzi più di uno, differente, in cui il messicano sta spianando la Cipressa per il suo capitano, si gira e non vede più nessuno e se ne va; oppure, chissà, resta con i migliori sul Poggio e succede qualcosa di simile, va troppo forte per gli altri; o magari, ancora, terza possibilità: sulla Cipressa (o sul Poggio) va via un gruppetto, ci sono diversi UAE e lui, sfruttando un momento, anticipa e…
Ne seguì una postilla:
Alla veloce Del Toro appartengono tutti quei corridori che di recente hanno mostrato di avere tanta gamba in salita e che potrebbero restare con i migliori in caso di una sparata forte, ma non tale da devastare il gruppo: Matteo Jorgenson, Giulio Pellizzari, Primož Roglič e Giulio Ciccone, sono i primi che ci vengono in mente.

Tobias Lund Andresen 🇩🇰 (Decathlon CMA CGM Team)
Tre vittorie in stagione battendo tipi di una certa rilevanza, Brennan due volte in Australia, De Lie e Philipsen alla Tirreno-Adriatico in una volata in cui tra gli sconfitti figurava anche Jonathan Milan. Se non è il più forte velocista in circolazione, al momento, poco ci manca, anzi osiamo di più: il danese della squadra francese ha tutto per ripetere l’impresa fatta da Philipsen un paio di anni fa ed è anche il corridore che più gli assomiglia per caratteristiche tecniche plasmate su un percorso come quello della Sanremo, lui come Brennan (assente dell’ultimo minuto per un malanno) e Magnier, i quali però si portano un paio di dubbi sulla condizione, il primo non corre da qualche settimana, il secondo viene da una brutta caduta. Il danese, come i sopracitati, appartiene a quella categoria di velocisti velocissimi, ma anche resistenti, cosa che a Sanremo spesso paga con la tattica più semplice: resistere ai migliori sul Poggio e poi beffarli in Via Roma.

Jonas Abrahamsen 🇳🇴 (Uno X-Mobility)
Abrahamsen appartiene, invece, a quella categoria di corridori che nel caso in cui dopo il Poggio ci si ritrovasse, assieme in più di uno, lui compreso, logicamente, altrimenti questo paragrafo non avrebbe senso di esistere, avrebbe la sparata per provarci. In questo inizio di stagione si è un po’ nascosto, ha fatto intravedere qualcosa, ma lo aspettiamo questa primavera verso importanti risultati e a un ulteriore salto di qualità, magari incominciando proprio da La Classicissima. Adatta a tantissimi corridori, anche a quei pesi massimi come lui che sanno sopportare bene determinati sforzi su pendenze brevi e non impossibili. I watt ci sono, la testa pure.

Andrea Vendrame 🇮🇹 (Team Jayco AlUla)
Si è giocato fino all’ultimo questo spazio con Matteo Trentin, alla fine abbiamo optato per lui, se non altro perchè non saranno molte altre le gare in primavera in cui avremo la possibilità di inserirlo. A 31 anni e mezzo e dopo aver cambiato squadra, pensavamo che il giro di boa della sua carriera fosse stato raggiunto e superato e invece questo inizio di stagione del corridore veneto è, per consistenza e continuità, il migliore in carriera, seppure gli manchi ancora la vittoria, che presto arriverà, non abbiamo dubbi. Occhio al Joker veneto, perché se c’è una grande classica su misura per lui è questa, seppure il miglior risultato è l’11° del 2020 e poi poco altro, ma una top ten è assolutamente alla sua portata, quest’anno, con questa gamba. E poi, fatto da non sottovalutare, la sua squadra qui ha un certo feeling – vittorie negli anni con Goss e Gerrans, podi e piazzamenti con Matthews. Insomma, dai, c’è tutto per poter pensare a qualcosa di buono, anzi, magari anche di buonissimo, da leccarsi i baffi.

Romain Grégoire 🇫🇷 (Groupama FDJ United)
Ricordate chi fu quel corridore che in un primo momento tenne la ruota di Pogačar, Ganna e van der Poel sul Poggio, poi mollò di schianto, ma pareva ce la potesse fare, sembrava poter persino rientrare in discesa, ma alla fine per lui fu un nulla di fatto? Si, esatto, proprio, lui, Romain Grégoire, il giovane francese che a soli 23 anni è già una realtà solidissima delle gare di un giorno dove aspetta solo quel salto di qualità definitivo nelle grandi corse che si chiama vittoria. Perché lui in quelle di medio alto e livello la firma la sta già mettendo. 13 successi tra i professionisti, alla sua età, non sono un fatto banale da riportare. La forma è quella giusta, forse la migliore finora vista tra i professionisti e lo diciamo dopo aver visto i successi sfiorati in una tappa della Ruta del Sol e al Laigueglia. Dopo avergli visto vincere la Faun Drome Classic e sfiorare il podio alla Strade Bianche, vera cartina tornasole della sua condizione. Occhio a lui, è veloce e va molto forte in discesa. Se in giornata di grazia – e prima o poi arriverà quella volta anche in una corsa di questa importanza – va battuto o meglio ancora, staccato prima del traguardo.

Noemi Rüegg 🇨🇭 (EF Education-Oatly)
Può sembrare assurdo o bizzarro inserire fra i cinque nomi imprevedibili, per questa edizione 2026 della Sanremo Women, colei che l’anno scorso è salita sul terzo gradino del podio dietro a Lorena Wiebes e Marianne Vos, eppure di certo è questa la cifra della svizzera, classe 2001 in casacca EF Education-Oatly. Rüegg, che quest’anno ha già vinto il Tour Down Under all’esordio di stagione, si è messa in mostra tanto alla Strade Bianche, con un undicesimo posto, quanto al trofeo Binda, dove ha concluso ottava. Insomma, è sempre lì, dove i giochi si fanno importanti. Non vince molto ma sembra in attesa “della prossima grande cosa” e la primavera le dice particolarmente bene: nel 2025 non finì mai fuori dalla top ten nella settimana che Siena porta al mare. Ha spunto veloce ed il fiuto per cogliere l’azione giusta e improvvisare. La sua squadra non è nuova a cose del genere, le pietre del Nord potrebbero raccontarlo.

Cat Ferguson 🇬🇧 (Movistar Team)
Sia chiaro, non è un nome imprevedibile per il talento e le potenzialità. Ferguson ha, in quantità abbondanti, tanto le une quanto le altre. Semmai lo è in quanto solo diciannovenne, ma prodigio ciclistico che l’anno scorso sfiorò il Trofeo Binda e alla Sanremo dimostrò di poter competere con le big. Per non parlare del doppio titolo mondiale conquistato nel 2024 in Svizzera, strada e cronometro. A differenza di altre, può giocarsi le proprie carte anche in uno sprint di gruppo, pur se in quest’ultimo caso il nome più titolato è sempre e solo uno: Lorena Wiebes. La sua apertura di stagione è stata buona con due successi nelle gare in Spagna e un quarto posto alla Omloop Het Nieuwsblaad. Nel gruppo inseguitore di Kasia Niewiadoma e Demi Vollering solo Wiebes riuscì a precederla in volata. Un vecchio professore del liceo avvertiva chi scrive che “nulla si ripete mai due volte allo stesso modo”. Chissà che non avesse ragione.

Kim Le Court Pienaar 🇲🇺 (AG Insurance – Soudal Team)
Sì, lo sappiamo. Giusto un paio di settimane fa l’avevamo già menzionata fra le atlete da Strade Bianche ed il nostro sembra un vizio. Vi assicuriamo che così non è. Le Court Pienaar, che ormai scherza e si soprannomina “Semaforo”, su suggerimento di Elisa Longo Borghini, per via dei colori della propria maglia, è davvero un bonus valido per quasi tutte le classiche o semi classiche. A Siena qualcuno ci ha detto: “Sempre meglio non fidarsi che le “fagianate” fanno male”. A Strade è stata vittima della sfortuna. Potrebbe essere un motivo per essere deluse o, forse, chissà, un motivo per reagire di rabbia e di istinto. Certo non potrà pensare di passare inosservata: per i colori della maglia e perché in gruppo, pur da lontano, pur senza troppo rumore, la notano tutti.

Letizia Borghesi 🇮🇹 (AG Insurance – Soudal Team)
Sostiene Borghesi che la stagione sia partita bene, che il cambio di team, da EF Education-Oatly ad AG Insurance Soudal Team, le abbia fatto bene anche a livello motivazionale. Se si osserva la carriera di Borghesi si nota come sia tutto proceduto per step e con gradualità: dalla vittoria totalmente inaspettata al Giro d’Italia Women, a Carate Brianza, al passaggio in realtà sempre più strutturate, alla multidisciplinarietà con il cross e le trasferte in camper. Anche lei vittima della sfortuna sugli sterri senesi, proprio mentre era con le migliori, si è rifatta al Trofeo Binda dove ha conquistato un quinto posto che può annoverare fra i suoi migliori risultati. Poco meno di un anno fa, alla Parigi Roubaix Femmes colse un secondo posto a cui stentava a credere. La sua canzone più bella, e le biciclette di sintonie se ne intendono, potrebbe metterla assieme a Sanremo.

Margot Vanpachtenbeke 🇧🇪 (Lidl – Trek)
Non siamo disattenti e nemmeno ingenui. Per come stanno oggi le cose e in generale in qualunque punto dell’universo la si osservi, la donna di casa Trek per la Sanremo è Elisa Balsamo. Per lei sarebbe l’apoteosi. Altrettanto vero è che Balsamo si scontra con due fattori: da un lato Lorena Wiebes che, al momento, è innegabilmente più veloce di lei in volata. Anzi, è più veloce di chiunque, senza girarci attorno. Dall’altro, Elisa Balsamo non vince in volata da qualche tempo, troppo per una campionessa con le sue caratteristiche, il 14 giugno dello scorso anno. La fame farà tanto, ma pure l’astinenza crea dubbi e timori e se la volata non dovesse essere il logico epilogo della corsa che inaugura la primavera, Margot Vanpachtenbeke potrebbe essere la sorpresa che nessuno (o forse solo qualcuna fra le più attente) si attende. Margot lavorerà molto e poi…
