Il primo gruppo lo scremiamo subito: van der Poel, Pogačar, van Aert, Ganna, Pedersen, Philipsen, in ordine del tutto casuale. Il resto è ciò che segue in una corsa dove, anche in un momento storico in cui i cannibali non lasciano nemmeno le ossa da spolpare, tutto è possibile. Per esempio, qualora ci si riuscisse, si può anticipare, anche se la scorsa edizione ci insegna come la Roubaix può esplodere subito e vedere i big darsele di santa ragione sin dai primi settori – pure prima di Arenberg – non è un sogno di metà primavera.
Paris-Roubaix: una corsa spesso legata al caso, a maggior ragione se dovesse esserci brutto tempo. Non c’è solo una questione che si avvinghia sull’affinità con la gara, ma sarà un surrogato di sopravvivenza alle forature, alle cadute che puoi trovare dietro l’angolo, anzi pure nei rettilinei. Le pietre sono come bestie indomabili e se ci si vuole avere a che fare bisogna saperle trattare. Resta una delle gare più belle e attese del calendario, forse la più peculiare e per molti la più ambita.
Detti i sei nomi dei favoriti, vediamo un po’, invece, chi potrebbe provare a sparigliare le carte, a inserirsi per un prestigioso risultato o, infine, solamente a farsi vedere.
Jonathan Milan 🇮🇹 (2000) Lidl-Trek
Il cerottone blu (kinesio taping) sul suo polpaccio, notato alla Dwars Door Vlaanderen mentre si staccava (Milan, non il cerotto) da tanti corridori su un muro di non esagerata difficoltà, ha messo addosso un po’ di irrequietezza, ma il velocista friulano pensa alla Paris-Roubaix dalla scorsa stagione – anzi, da prima ancora di passare professionista – quindi la speranza e ritrovarcelo in grande spolvero, dopo una lunga primavera di successi e piazzamenti non potrebbe essere altrimenti. Con un po’ di fortuna, magari, ce lo ritroviamo davanti nel finale insieme ai suoi compagni di squadra (oltre a Pedersen occhio pure a Stuyven, in grande condizione) e poi si vedrà.
Matthew Brennan 🇬🇧 (2005) Visma | Lease a Bike
In gara per un record (ma giustamente a lui interessa poco di questo, se non fare esperienza): essere il più giovane corridore dagli anni 2000 a chiudere entro il tempo limite la Paris-Roubaix. Detta così può sembrare che sminuiamo il classe 2005 di Watford capace quest’anno di vincere il Gp Denain (una sorta di mini Roubaix) e pure due tappe in Catalunya. Magari per un grande piazzamento è ancora presto, ma a questo punto non poniamo più limiti quando lo troviamo in corsa.
Florian Vermeersch 🇧🇪 (1999) UAE Team Emirates
Ci sono entrambi i Vermeersch e partiamo con Florian. Già un podio qui, nell’edizione col fango vinta da Colbrelli, ma arrivando a tanto così dal successo: 2° battuto dall’italiano, ma precedendo allo sprint pure un certo van der Poel. Due anni fa 12°, lo scorso anno, invece, per via di problemi fisici, non ha partecipato alla Roubaix come a tante altre corse, mentre il 2025 sinora è stato all’insegna della continuità. Sembra tra i più in forma in assoluto in gruppo sulle pietre e pure al Fiandre, nonostante una brutta caduta, ha saputo rientrare nel plotone dei migliori confermando la grande condizione. Proprio come al Fiandre, sulla carta sarà il penultimo uomo di Pogačar prima che il capitano possa provare a scatenarsi. Proprio come sarebbe dovuta andare al Fiandre, almeno sulla carta, da dietro potrà provare a ottenere un risultato dignitoso: top ten (almeno) alla sua portata.
Gianni Vermeersch 🇧🇪 (1992) Alpecin-Deceuninck
Lo scorso anno è stata una delle sorprese in una corsa dominata dagli Alpecin: 1°, 2° e 6°. Quest’anno cerca conferme e con Philipsen e van der Poel va a formare il terzetto più forte in corsa e che proverà a far saltare il banco: che sia col capitano olandese o con uno dei due belgi, si insegue la posta più alta. Pedina preziosissima per l’ex campione del mondo, fino a oggi in questo 2025 Gianni Vermeersch sulle pietre (e per la verità anche sugli sterrati) ha sbagliato pochissimo. Veloce, resistente, si esalta su terreni estremi, occhio a lui come possibile outsider anche in chiave podio o sorpresa per la vittoria.
Madis Mihkels 🇪🇪 (2003) Ef Education-EasyPost
Altro giovanissimo – 22 anni da compiere – ma con all’attivo già una top ten in questa corsa ottenuta proprio nel 2024. Mihkels è il prototipo del corridore fatto per queste strade. È un duraccio, sa guidare la bici sulle pietre, non ha paura di niente, è veloce. Se dovesse ripetere un risultato simile a quello della scorsa stagione non ci stupiremmo. Certo, vista la concorrenza, difficile immaginarselo ottenere un piazzamento ancora migliore, ma in ogni caso è scommessa che intriga.
Tim van Dijke 🇳🇱 (2000) Red Bull-BORA-hansgrohe
Così come intrigano i gemelli van Dijke. Nel titolo del paragrafo abbiamo messo il nome di Tim, ma in realtà vanno bene entrambi. Nella passata stagione, partendo come gregari, si ritrovarono strada facendo a dover tenere alta la bandiera della loro ex squadra – la Visma – chiudendo rispettivamente 16° Tim (che vinse la volata per l’ottavo posto, ma fu relegato) e 19° Mick. Quest’anno, passati in Red Bull con incarichi simili – aiutare i compagni di squadra più accreditati – all’improvviso rischiano di ritrovarsi di nuovo a vestire i panni dei corridori capaci di togliere le castagne dal fuoco a una squadra finora molto sottotono al Nord, ma che comunque correrà per Pithie – 7° nel 2024, quando correva in Groupama.
Yevgeniy Fedorov 🇰🇿 (2000) XDS-Astana
Qualche anno fa stupì vincendo il titolo mondiale Under 23, ma oggi Fedorov è una solida realtà nelle corse di un giorno, seppure si veda poco, lui alla fine è sempre lì in zona 10°-20° posto e per la Roubaix l’obiettivo resta simile. Magari provando pure a migliorare il 14° posto ottenuto un anno fa dentro al velodromo quando arrivò nel gruppetto che si giocò l’ottava posizione. In casa Astana occhio pure a Teunissen, 7° nel 2019 e a ridosso della top ten quest’anno sia alla Sanremo (11°) che al Fiandre (12°) e a Davide Ballerini, protagonista sia alla Gent-Wevelgem che al Fiandre.
Alexander Kristoff 🇳🇴 (1987) Uno-X Mobility
Se ne parla da anni, da quando conosciamo il norvegese per il tipo di corridore che effettivamente è: come è possibile che uno così, capace di vincere Sanremo, Fiandre, e quasi un altro centinaio di corse (siamo a 97 tra i professionisti) non sia mai andato oltre al 7° posto del 2019 seguito da un 11° nel 2018? Tagliatissimo per un evento del genere ci pare improbabile vederlo lottare per la vittoria – non lo ha fatto nel suo momento migliore della carriera – ma una top ten è alla portata. E poi, in un mondo di poco più che infanti che emergono pure alla Roubaix, serve qualcuno che porti in alto la bandiera dell’esperienza e della non più giovane età. Manca Degenkolb, infortunato, tocca a lui. In alternativa in casa Uno-X occhio a Waerenskjold 9° nel 2024.
Stefan Bissegger 🇨🇭 (1998) Decathlon-AG2R La Mondiale
“Aka Muni”, trovasse un po’ di continuità, sarebbe corridore con i fiocchi sulle pietre francesi e non solo, adattissimo a inserirsi in una lotta per le prime dieci posizioni in diverse corse del Nord. Alla Roubaix è una scommessa gigantesca, ma, visto che lui apprezza l’idea di anticipare, se c’è una prova che può esaltare l’attaccante da lontano è questa: è arrivato il momento di provarci. Spesso, è vero, ha sbagliato i tempi, oppure è caduto o si è spento alla distanza, ma prima o poi siamo certi arriverà la sua giornata.
Laurenz Rex 🇧🇪 (1999) Intermarché-Wanty
Uno che la giornata buona alla Roubaix l’ha già trovata è Laurenz Rex, 9° nel 2023 e in arrivo anche da una buona campagna del Nord in Belgio dove, dopo il compagno di squadra e capitano Bini Girmay è stato il migliore tra i suoi. Segno che la condizione è ottima – pare anche superiore a quella dello scorso anno, quando arrivò con buone intenzioni all’Inferno del Nord e scampò una serie di gravi infortuni dopo una bruttissima caduta, che lo mise comunque fuori gioco per un mesetto. Veloce, grosso, adattissimo al pavé francese, Rex è un altro che può anticipare e che nel caso ci si può ritrovare in top ten nel velodromo.
Abbiamo lasciato fuori dall’elenco altri corridori che potranno fare bene, se non benissimo: da Stuyven e Küng, già protagonisti settimana scorsa al Fiandre e spesso a loro agio alla Roubaix, oppure Tarling, Turner, Girmay, Askey, Hagenes, Segaert, Kubis, Merlier, Lampaert, Politt, fino a Pithie, settimo la passata stagione al suo esordio su queste strade e dopo essere rimasto coinvolto anche in una rovinosa caduta in una fase cruciale della corsa. Niente male per un ragazzo poco più che ventunenne.