La nona tappa, la Chinon-Châteauroux, 174.1 chilometri fin dentro il cuore profondo della Francia, doveva essere la seconda giornata per i velocisti in questo strano fine settimana tutto dedicato agli sprinter.
Doveva esserlo non solo per l’altimetria (nemmeno un misero Gpm di 4^ categoria in programma) ma per un motivo in più.
Châteauroux oggi sarebbe diventata eccezionalmente “Cavendish City”, con tanto di installazione di cartelli stradali ufficiali (seppure, dicono, provvisori). Questo perché qui Cannonball vinse la sua prima tappa al Tour de France nel 2008, bissò nel 2011 e fece tripletta nel 2021.
Pare che entro l’anno vogliano dedicargli anche un tratto dell’Avenue de La Châtre, il rettilineo dov’era posto l’arrivo allora come oggi.
Ma nel ciclismo, che fa parte della vita, c’è sempre qualcuno che cerca di sabotare anche il piano meglio architettato, e se ieri sono stati due corridori della Total Energies a farsi vedere in fuga, di altro calibro sono i due che oggi al chilometro 0 prendono e vanno. Di nuovo due compagni di squadra, stavolta però della Alpecin-Deceuninck, e che rispondono ai nomi di Joans Rickaert e, soprattutto, Mathieu van der Poel.
Il gruppo lascia fare, vorranno solo far prendere all’olandese i punti del traguardo volante, pensano i gregari di Jonathan Milan, deputati a tenere controllata la corsa.
Ma quando poi i due compagni di squadra invece di rallentare tirano dritto, e il loro vantaggio invece che calare cresce fino ad oltre 5 minuti, forse iniziano a pensarlo un po’ di meno.
Anche se oggi si arrivava a “Cavendish City” forse volata non ci sarebbe stata se a dare una mano agli inseguitori non fosse intervenuto, calato in scena come un deus ex machina, il vento.
L’aria che spazzava la pianura francese ha scosso il peloton, costretto anche gli uomini di classifica a farsi vedere a turno in primissimo piano, con nessuno che stavolta voleva replicare la figuraccia della tappa di Lille: né Roglic, né Evenepoel, né Milan, né Merlier.
E che la figuraccia l’abbiano evitata solo per un soffio i velocisti è certificato da quanto poco è mancato a van der Poel per sabotare i loro piani.
Ha ancora 50 secondi di vantaggio a 10 chilometri dall’arrivo, 40 secondi ai meno 6 chilometri – quando il compagno Rickaert dice basta – 8 secondi a 3 chilometri dal traguardo, e infine viene ripreso ben dopo la flamme rouge, quando di metri alla fine ne mancavano soltanto 700.
Così alla fine su Avenue de La Châtre (tra poco, a quanto pare, Avenue Cavendish) vince Tim Merlier, sfruttando uno sprint lanciato forse un po’ troppo presto da Jonathan Milan.
Quello che doveva essere è stato in questo strano fine settimana tutto dedicato alle ruote veloci.
Ma domani è 14 luglio, la festa nazionale francese, e in programma c’è il traguardo di Le Mont-Dore, sotto la cima del Puy de Sancy, la più alta montagna del Massiccio Centrale, dove il Tour non è mai arrivato.
Un altro luogo che aspetta di intrecciare per sempre la sua storia e il suo nome a quello del Tour de France.
Foto: Sprint Cycling Agency