Nel fine settimana appena passato, ormai a tutti gli effetti il penultimo di corse su strada di questo 2025, si è disputata una delle corse più attese e interessanti dell’intero calendario mondiale e a vincere è uno dei corridori più forti, intelligenti e amati nel gruppo. Parliamo di Paris Tours e Matteo Trentin.

A 36 anni Matteo Trentin, che si è confermato Monsieur Paristours, tre successi in carriera nella classica francese di fine stagione, vinta in tutte le sue configurazioni, ora pure con gli sterrati, come ricorda Michele Moretti diventa il meno giovane tra i vincitori di questa corsa, battendo il precedente primato appartenuto al mitico Eugène Christophe e si parla di oltre un secolo fa. Nell’epoca dei giovanissimi che si impongono nell’età dell’innocenza e spesso poi, in quella della maturazione definitiva non lasciano nulla agli altri, vedere un ragazzo di 36 anni conquistare una delle corse più appassionanti del calendario non può che essere un bene per il ciclismo, il fatto che poi a vincere sia stato Matteo Trentin, corridore tra i più brillanti, non solo in gruppo – quante volte abbiamo apprezzato la sua innata capacità di leggere la corsa, di stare davanti nei momenti difficili, di saper interpretare tatticamente i singoli momenti, soprattutto tra Francia, Belgio e Olanda, come pochi altri – ma anche ai microfoni, dotato di un’intelligenza rara nel mondo del ciclismo (soprattutto quello italiano), insomma che vinca uno così non può che farci piacere. Ora l’obiettivo sarebbe il quarto successo per diventare recordman assoluto di una classica nobile che ha perso il suo status WT, perché all’UCI non fanno le cose per bene, ma resta un diamante nascosto nel calendario, sicuramente il più prezioso estratto da Trentin in carriera.

E come ha vinto! Davanti Gruel e Lapeira compiono un autentico pasticciaccio, tra i più grossi del 2025, ma era un po’ che non vedevamo andare in scena uno dei vecchi topos dei finali ciclistici: due corridori che si guardano, si fermano e da dietro rientrano e si fanno bucare. Ai microfoni per i due è stato difficile nascondere l’imbarazzo: si conoscono bene, caratteristiche simili, hanno provato a bluffare a fare perdere l’altro e, come in ogni finale che si rispetto, intriso di dramma e pathos, hanno perso entrambi, hanno permesso il rientro degli altri, tra cui Matteo Trentin che va a conquistare così la trentaduesima vittoria in carriera, la prima in questo 2025, in un periodo in cui alla Tudor stanno andando davvero forte, basti pensare al successo di Alaphilippe al GP Quebec e al podio di Storer al Lombardia.

A 36 anni, con diversi momenti salienti nella sua carriera, il titolo europeo, le tappe vinte in tutti i grandi giri e sempre in maniera memorabile –  a qualcuno viene in mente Harrogate, noi invece non sappiamo di cosa stia parlando, Matteo Trentin continuerà ancora per almeno un’altra stagione e visto come si sta concludendo l’anno, diciamo per fortuna. Così come diciamo che per fortuna la stagione volge al termine, così stacchiamo un po’ anche noi.

PS Nella corsa francese abbiamo visto un’altra volta una notevole giornata vissuta da Albert Whiten Philipsen. Il classe 2006 danese ha iniziato forte al Tour Down Under per chiudere a ottobre con un podio alla Tre Valli Varesine e alla Paris-Tours, in mezzo il successo alla Roubaix Under 23 e un tentativo non riuscito, di fare classifica al Giro Next gen. Non sappiamo cosa potrà diventare come tipo di corridore, ma sappiamo che ci farà divertire un sacco.

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