È una delle corse più attese del calendario Under 23, è quella che chiude il trittico delle gare a tappe più blasonate e qualificanti della categoria a cui appartengono i ragazzi con meno di 23 anni* – per questa stagione quelli nati tra il 2001 e il 2004 – dopo Giro (Next Gen) e (Giro Ciclistico della) Valle d’Aosta, ecco, dal 20 al 27 agosto il Tour de l’Avenir.

Il Tour dei giovani, così detto, e che noi amiamo particolarmente non tanto per gli spunti che può dare verso il futuro – ormai la maggior parte dei corridori che partecipano a questi eventi sono praticamente dei professionisti, anzi, in alcuni casi lo sono a tutti gli effetti e di loro sappiamo “tutto” – quanto per il fascino incredibile che trasmette il vederli correre, non con le maglie di club, ma con quelle della propria nazionale. Quindi niente squadroni Devo delle WT (ben rappresentati lo stesso), ma nazionali, in alcuni casi molto forti, come vedremo a breve.

*Ricordiamo che possono partecipare anche i professionisti del World Tour, anche chi ha già disputato dei Grandi Giri.

PILLOLE DI AVVENIRE

Remco Evenepoel e Cian Uijtdebroeks – Foto Vincent Kalut/PN/SprintCyclingAgency©2023

Prima qualche numero, anche se non tutti sono grandi appassionati e preferiscono giri di parole e svolazzi in punta di penna, ma viceversa c’è chi trova anche nei numeri la poesia.

Cinquantanovesima edizione del Tour de l’Avenir, la prima è nel 1961 quando a vincere fu un italiano: Guido De Rosso, l’ultima, nel 2022, l’ha conquistata il belga Cian Uijtdebroeks, dalla prossima settimana impegnato nella Vuelta a España. L’Italia ha vinto 4 volte: dopo De Rosso, c’è stato Gimondi nel 1964, Denti nel 1966 e infine Baronchelli, 1973, Baronchelli che detiene un record che quest’anno potrebbe cadere: la doppietta Giro/Tour nello stesso anno, obiettivo di Johannes Staune-Mittet, il grande favorito della corsa, anche se ci arriva con qualche punto interrogativo legato alle sue condizioni di forma e salute.

Negli anni la corsa ha cambiato nome, organizzatori e anche modalità di partecipazione ed è stata vinta da corridori che hanno scritto alcune pagine importanti della storia di questo sport: da Zoetemelk (1969), a Lemond (1982), continuando poi con Ludwig (1983) Mottet (1984), Indurain (1986), Madiot (1987), Fignon (1988), Bruyneel (1990) e venendo poi agli anni 2000, Menchov (2000), poi Mollema (2007), Quintana (2010), Chaves (2011), Barguil (2012),  Miguel Angel Lopez (2014), Soler (2015), Gaudu (2016), Bernal (2017), Pogačar (2018), Foss (2019) e infine Tobias Halland Johannessen (2021). Nomi già noti, vero? Anche dal vincitore dello scorso anno, il già citato belga Uijtdebroeks, ci aspettiamo risultanti di un certo livello tra i professionisti, soprattutto nelle corse a tappe, inutile girarci attorno. In poche parole: l’Avenir dice spesso la verità sul futuro dei corridori.

Una corsa che è stata anche vinta da uno dei personaggi più di culto della disciplina delle due ruote: Sergei Sukhoruchenkov, unico corridore ad averla vinta due volte, oltretutto, nel 1978 e nel 1979.

L’Italia, qui, è bene o male sempre stata protagonista, anche se i successi di tappa, nelle ultime stagioni, si contano sulle dita di una mano: nel 2016 a conquistare una frazione c’è riuscito Albanese, poi Covi nel 2018 e Milesi nell’ultima tappa dello scorso anno, mentre in classifica generale oltre ai vincitori già citati spicca Mattia Cattaneo, terzo per ben due anni di fila, 2011 e 2012, e non sono moltissimi, anzi, i corridori a vantare più di due podi. C’è appunto il sovietico Sukhoruchenkov, due primi e due secondi posti, mentre a quota due podi: l’olandese Den Hertog (1° nel 1972 e 2° nel 1971), il francese Laurent Roux, vincitore nel 1997 dopo essere stato sul podio, 3°, nel 1995, il suo connazionale Bezault (due secondi posti) e  l’austriaco Steinmayer, mentre a quota due podi ancora un francese, Bourreau e uno spagnolo, José Gomez.

È una corsa che, bene o male, basta vedere l’albo d’oro recente, segnala chi ha qualità per poi imporsi tra i professionisti, e visti i favoriti per quest’anno, dovrebbe essere così anche per il futuro.

Infine due conti sulle nazioni plurivittoriose: la Francia con 19 vittorie comanda nettamente l’albo d’oro, segue la Spagna a 12, la Colombia a 6, Russia (o ex Urss) a 4 come Italia e Belgio, Olanda è ferma a quota 3 mentre la Norvegia è a 2: ha vinto due delle ultime tre edizioni e quest’anno, come vedremo, è fermamente intenzionata a fare tripletta.

PERCORSO

Entriamo subito a gamba tesa parlando del percorso: una delle corse più belle dell’anno si caratterizza di uno dei percorsi più brutti, come purtroppo spesso accade quando si parla di Tour de l’Avenir. Chilometraggio da gara allievi nelle tappe di montagna, anche se non si raggiunge il record di quattro stagioni fa con la mini tappa di 22,3 km vinta da Alexander Evans con arrivo sul Col de la Loze davanti a Ries, Champoussin e Jorgenson. Alexander Evans che oggi, dopo aver corso per un anno nel WT con la maglia della Intermarché, non corre più.

Quest’anno gli organizzatori hanno voluto osare ancora di più proponendo una giornata dal sapore anni ’90 con le due semitappe di sabato prossimo: al mattino crono individuale, una cronoscalata di 11,1km e nel pomeriggio “tappone” (!), di 69 km con arrivo sul Moncenisio. 

Ma vediamo le tappe nell’ordine, inserendo anche i possibili favoriti per la tappa.

Tappa 1 Carnac-Le Gacilly 142,2 km ⭐⭐


Per iniziare una giornata (molto) mossa, una classica scampagnata in terra francese. Niente picnic, vi andrebbe di traverso, piuttosto coltello sotto il sellino. La tappa si snoda nel Morbihan e strizza l’occhio ai velocisti più resistenti. Occhio al meteo, potrebbe fare la differenza, così come le cadute che potrebbero spezzare il gruppo e, nel caso di fuga buona, chi si prenderà la briga di andare a chiudere con soli 6 corridori per squadra?

Favoriti: Lamperti, Busatto, Gelders, Donaldson, Hagenes, Huby. Possibile sorpresa: Unai Aznar.

Tappa 2 Nozay-Chinon 195 km



È la frazione più lunga, appare scontato un esito in volata, ma lo ribadiamo: pochi uomini per squadra, possibilità di corsa anarchica, la planimetria potrebbe complicare un possibile inseguimento. Insomma: occhi aperti.

Favoriti: Lamperti, Kogut, Fredheim, Teutenberg, Pickrell, Van Mechelen. Possibile sorpresa: Bevort.

Tappa 3  Vatan-Issoudun 26,5 km Cronometro a squadra ⭐⭐⭐



Qualcuno storce il naso per l’inserimento, ormai tradizionale, di una cronometro a squadre in una corsa di otto giorni, a noi piace, anche se metterla alla terza tappa porta il concreto rischio di avere squadre già decimate con la conseguenza di sbilanciare la contesa. Tuttavia, la giornata nella Loira, per la precisione nel dipartimento dell’Indre, cambierà volto alla classifica parziale e inciderà su quella finale e, vista l’altimetria, favorirà quelle squadre con passistoni agli ordini dei capitani da montagna.

Favoriti: Danimarca, Norvegia, Olanda. Possibile sorpresa: Spagna.

Tappa 4 Aigurande – Evaux-les-Bains 150 km ⭐⭐


Arrivo per scattisti, per corridori esplosivi, occhio pure che non si scateni la bagarre tra gli uomini di classifica, qui immaginiamo uno sprint ristretto, sempre che non ci sia un colpo di mano su uno dei tanti dentelli di cui è seminato il percorso. Per questo giorno abbiamo in mente un nome, ma oggi va così e per scaramanzia non lo facciamo. Anzi lo capirete dai nomi elencati qui di seguito.

Favoriti: Busatto, Hagenes, Huens, Segaert, Foldager, Thierry, Glivar, Nerurkar. Possibile sorpresa: Hajek.

Tappa 5 La Tour-de-Salvagny-Lac d’Aiguebelette 138 km ⭐⭐⭐


Si inizia a salire e oltre agli scenari meravigliosi, nel finale si dovrà fare i conti con due GPM di 3a categoria che selezioneranno il gruppo e lanceranno gli uomini migliori di questa corsa verso la discesa finale. È solo l’antipasto del lungo weekend finale che porta in alta montagna.

Favoriti: Morgado, Busatto, Graat, Umba, Foldager. Possibile sorpresa: Pinarello

Tappa 6  Méribel-Méribel 68,5 km ⭐⭐⭐⭐⭐



Diamo cinque stelle, perché contestualizziamo la tappa all’interno di una corsa in cui le frazioni decisive non superano i 100 km e perché la salita finale è davvero dura. Si arriva sul Col de la Loze dallo stesso versante del 2019 dove vinse Evans (tappa citata sopra), ma stavolta gli organizzatori hanno avuto almeno il fegato di aggiungerci 45 km in più con il GPM di 2a categoria di Montée de Champagny-en-Vanoise. Il tratto finale della salita è davvero duro e selezionerà in modo definitivo gli uomini per la classifica generale, alla vigilia delle due semitappe di sabato.

Favoriti: Staune-Mittet, Umba, Wilksch, Golliker, Ryan, Lecerf, Riccitello. Possibile sorpresa: Kulset.

Tappa 7a Montricher Albanne – Les Karellis 11,1 km ⭐⭐⭐⭐

Ed ecco la novità di questa edizione, che poi è un ritorno al passato: le semitappe. Al mattino una cronoscalata di 11,1, tutti in salita all’8,1% di pendenza media. Qui avere una giornata storta e non avere determinate caratteristiche o abitudine a sforzi di brevissima durata, costerà carissimo.


Favoriti: Segaert, van Belle, Staune-Mittet, Piganzoli. Possibile sorpresa: Walker.

Tappa 7b Les Karellis- Col du Mont Cenis 69,6 km ⭐⭐⭐⭐



Nel pomeriggio si arriva al confine con l’Italia con una tappa breve e dal disegno anche qui abbastanza particolare: si parte con un lungo trasferimento in discesa fino a Villargondran e da lì si inizia a salire leggermente. Diversi su e giù fino ai piedi dell’ascesa finale: 9,8 km al 7% di media e ultimi 5 km in falsopiano con alcuni strappetti. Vista anche qui la particolarità della tappa, ci aspettiamo sconvolgimenti in classifica, e perché no, anche la fuga di quei corridori che nella crono si sono un po’ risparmiati, considerando che in mattinata quelli chiamati a fare classifica avranno dato fondo alle energie senza risparmio e fondamentale sarà la capacità di recupero tra i due sforzi. Anche qui, come il giorno prima, si arriva sopra quota 2000.

Favoriti: Golliker, Staune-Mittet, Graat, Riccitello, Wilksch. Possibile sorpresa: Christen.

Tappa 8 Val Cenis – Sainte Foy Tarentaise 100 km ⭐⭐⭐⭐



Per chiudere altra tappa breve, ormai va così, ma c’è ancora terreno per ribaltare la classifica soprattutto considerando: 1) l’Iseran posto a metà tappa che farà gola a chi sta bene e vuole attaccare da lontano 2) le energie al lumicino 3) le squadre che difficilmente saranno al completo. Finale impegnativo dove si potrà fare ancora la differenza in un senso o nell’altro: recuperare, guadagnare, staccare i propri avversari, provare a dare un senso a una lunga settimana di Tour de l’Avenir.

Favoriti: Morgado, Pellizzari, Umba, Gomez, Staune-Mittet. Possibile sorpresa: Rouland.

 

I PROTAGONISTI DELLA CORSA – ANALISI DEI FAVORITI E DELLE SQUADRE



Iniziamo dal favorito assoluto, Johannes Staune-Mittet. Il norvegese della Jumbo Visma sta facendo da mesi tutti gli scongiuri del caso perché chiunque va dicendo: ha la possibilità di essere il secondo corridore della storia a vincere nello stesso anno Giro e Avenir. Il problema è che lui lo sa che di recente chi c’ha provato (Sivakov, Ayuso), per motivi legati alle cadute si è fermato, uno al 24° posto finale, vincendo una bella tappa e la maglia dei GPM, l’altro con un ritiro. Oltretutto avvicinamento particolare per il norvegese: ammalato al Sazka Tour, dopo aver vinto una tappa, è scomparso dai radar anche durante il Mondiale, pare per guarire, ma magari è perché si è preparato a puntino. In ogni caso parte favorito a cinque stelle: se fosse una corsa di Formula uno lui sarebbe Verstappen, gli altri guiderebbero una Ferrari in difficoltà.

Per Strand Hagenes – Foto Marketa Navratilova/CV/SprintCyclingAgency©2023

La Norvegia intorno a lui è forte, ma davvero forte: Per Strand Hagenes può fare tutto, un po’ alla van Aert. Puoi vincere nelle prime tappe, dare una mano in salita e in pianura, sarà fondamentale nella cronosquadre e perché no, puntare anche alla cronoscalata. Johannes Kulset ed Embret Svestad-Bardseng saranno i due gregari in salita, ma il più giovane della dinastia dei Kulset può anche ambire a un piazzamento in classifica, mentre Stian Fredheim Sakarias Loland, saranno le ruote veloci. Soprattutto da Fredheim ci si aspetta qualcosa dopo una stagione in cui era atteso al salto di qualità che non è ancora arrivato. Ma è solo una questione di tempo.

Parte subito dietro Staune Mittet, Matthew Riccitello, di professione scalatore: la notizia della sua convocazione è sicuramente quella più sorprendente. Riccitello può puntare forte al podio avendo già nel motore un Grande Giro – e se non abbiamo fatto male i conti dovrebbe essere l’unico corridore al via quest’anno ad aver già disputato una corsa a tappe di tre settimane tra i professionisti. Stati Uniti che avranno in Luke Lamperti il punto di riferimento per le volate, Brody McDonald, protagonista al recente Mondiale, Artem Shmidt e Colby Simmons completano una squadra americana di grande qualità.

Dietro di loro sono diversi i corridori interessanti da citare – e con loro le rispettive squadre. La Germania porta Hannes Wilksch, futuro tra i professionisti con la Tudor, il regolarista tedesco è già salito sul podio quest’anno al Giro d’Italia e vorrebbe bissare: c’è la possibilità. La Germania, che questa corsa non l’ha mai vinta, ma è salita sul podio con Michel Hessmann (fermato per un caso di positività nelle ultime ore) proprio lo scorso anno,  ha una squadra di tutto rispetto, soprattutto potrà animare le prime tappe con Moritz Kretzschy, Pierre-Pascal Keup e Tim Torn Teutenberg, corridori veloci e resistenti.

La Francia lascia fuori Faure Prost, protagonista al Giro e al Valle d’Aosta, ma per il primo anno francese sarebbe stato troppo una terza corsa a tappe impegnativa in pochi mesi e più che all’alta classifica, anche se Mathys Rondel e Louis Rouland proveranno a entrare nei 10 a fine Tour, pensa a movimentare tutte le tappe: Antoine Huby, Axel Huens e Pierre Thierry hanno il profilo tecnico giusto per farlo e troveranno terreno adattissimo agli attacchi, mentre Eddy Le Houituze sarà importante soprattutto per la cronometro a squadre.

L’Olanda ha uno degli outsider più accreditati in ottica podio: Tijmen Graat. Il corridore della Jumbo Visma è arrivato nei dieci al Giro pur avendo dovuto lavorare a fondo per Staune-Mittet. Pepijn Reinderink è dato in grande forma e proverà a vincere una tappa, Roel van Sintmaartensdijk si butterà nelle volate, Tibor del Grosso, Loe van Belle e Jesse Kramer, corridori forti un po’ su tutti i terreni, sono importanti pedine nello scacchiere orange sia per aiutare il capitano, sia per togliersi soddisfazioni personali.

 

Lukas Nerurkar – Foto Luis Angel Gomez/SprintCyclingAgency©2023


Gran Bretagna da temere su ogni terreno: Joshua Golliker è uno dei migliori scalatori in stagione, due tappe vinte con autorità al Valle d’Aosta, Lukas Nerurkar cerca continuità da abbinare al grande talento in salita, proverà a vincere una tappa e a difendersi in classifica, stessa sorte toccherà a Joseph Blackmore, Max Walker e Jack Rootkin-Gray, protagonista all’ultimo Mondiale e corridore ancora da inquadrare, forte praticamente ovunque. Robert Donaldson invece è l’uomo adattissimo al caos dei primi giorni.

L’Australia ha in James Panizza l’elemento più interessante per le salite, mentre Brad Gilmore punta alle prime tappe e Dylan Hopkins proverà a spuntarla nelle frazioni vallonate. L’Austria in salita punta su Sebastian Putz e Marco Schrettl e nelle tappe con profilo misto su Alexander Hayek, fresco di firma con la BORA.

Non dimentichiamoci del Belgio, squadra vincitrice uscente con Uijtdebroeks. WIlliam Lecerf insegue il podio, ma è corridore a cui piace la fuga, Gil Gelders è uno dei migliori Under 23 della stagione e i primi giorni hanno tappe decisamente adatte a lui. Alec Segaert lo conosciamo, passista, cronoman, si può difendere anche in salita: i suoi margini restano ancora inesplorati. Vlad Van Mechelen farà a spallate in volata, mentre Lars Craps e Jonathan Vervenne lavoreranno principalmente per la squadra.

Il Canada porta Michael Leonard che vuole testarsi nella breve cronoscalata, e un velocista molto interessante come Riley Pickrell, la Colombia punta a fare classifica con il duo già in luce al Giro formato da Santiago Umba e German Dario Gomez, ma una menzione la meritano anche il 1° anno William Colorado ed Edgar Andres Pinzon.

 

Niklas Larsen (DEN) Carl-Frederik Bevort (DEN) Lasse Leth (DEN) Rasmus Pedersen (DEN) – Foto Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2023

C’è poi la Danimarca, al solito all’Avenir con uno squadrone, danesi che hanno vinto qui tanti anni fa con Lars Yitting Bak, e in un modo o nell’altro proveranno a lasciare il segno. Il loro modo lo conosciamo: proveranno a sorprendere e a lanciarsi in fuga e poi a fare risultato pieno anche nella cronometro a squadre vista la presenza di tre passisti importanti come Carl-Fredrik Bevort, recente campione del mondo nell’inseguimento a squadre, Gustav Wang e Adam Holm Jorgenson, vincitore di tappa all’Avenir nel 2022. Simon Dalby farà classifica, anche se non arriva dalla sua annata migliore, Anders Foldager va a caccia di tappe e allo stesso tempo va a corrente alternata, mentre Joshua Gudnitz cerca il riscatto a una stagione che dal Giro in poi è stata opaca, ma grazie al suo spunto veloce può piazzarsi in diverse tappe.

La Spagna non è quella di Ayuso e Carlos Rodriguez – corridori per altro ancora in età per disputare un Tour de l’Avenir – ma punta forte su Fernando Tercero per la classifica, Ivan Romeo, Unai Aznar e il più piccolo dei fratelli Azparren per le tappe. Ci piacerebbe vedere una Spagna combattiva come al Mondiale, completamente all’opposto di quella a cui siamo abituati a vedere, conservativa. Ci sembra il modo giusto per provare ad agguantare una tappa.

Nell’Irlanda non c’è Rafferty, uno degli Under 23 più forti della stagione, ma torna in gruppo Archie Ryan, stagione disgraziata finora la sua a causa dei soliti problemi al ginocchio, ma in salita, sulla carta, è uno dei più forti della categoria, mentre per Israele da seguire assolutamente Odet Kogut, uno dei velocisti più in forma al via.

Il Kazakistan punta a fughe e piazzamenti con i fratelli Nicolas ed Alexandre Vinokourov e Andrey Remkhe, il Lussemburgo ha nel “solito” Wenzel e nel primo anno Kockelmann le punte, mentre nel Portogallo al via il vice campione del mondo degli ultimi due anni prima tra gli juniores e poi tra gli Under 23 Antonio Morgado che proprio a Glasgow ha ripreso a pedalare come c’eravamo abituati a vedere, ovvero fortissimo. Occhio a porgli limiti: tappe, e perché no, stesse bene, anche un piazzamento finale nelle prime dieci posizioni. Al via, da tenere d’occhio, anche il suo gemello Goncalo Tavares. La Slovenia ruota attorno a Gal Glivar, uno dei talenti emergenti del paese di Pogačar e Mohorič. Corridore completo, veloce, che se dovesse ritrovare la pedalata di maggio, quando vinse sia l’Orlen Grand Prix che la Carpathian Couriers Race, potrebbe provare a vincere qualche tappa.

Ci sono poi da seguire i tre corridori della UCI World Cycling Centre, davvero molto interessanti. Parliamo dell’algerino Hamza Amari, 31° all’ultimo mondiale, del sudafricano Travis Stedman, entrambi arrivano dalla Q36.5 e dell’eritreo Aklilu Arefayne, della squadra development della Intermarché e del quale ancora non conosciamo a pieno margini e caratteristiche, ma che potrebbe pure puntare a qualche tappa.

Infine la selezione dell’Auvergne Rhone-Alpes propone un sestetto molto interessante: segnaliamo due corridori che gli appassionati di ciclocross conoscono già: Théo Thomas, corridore che cerca piazzamenti in volata, ma occhio perché tiene bene anche su percorsi impegnativi e Rémi Lelandais, più adatto alle fughe come lo stesso Mathias Salanville.

(Nel momento in cui pubblichiamo l’articolo mancano ancora le conferme delle selezioni di tre squadre: Svizzera, Rep. Ceca, Messico. Nella Svizzera presente Jan Christen, lo conosciamo bene ormai, ma c’è curiosità invece su Isaac Del Toro, capitano del Messico. È uno dei nomi nuovi dell’ultimo biennio, dopo aver fatto vedere, lo scorso anno, cose interessanti nel ciclocross e i primi piazzamenti nelle corse di un giorno in Italia, nelle ultime settimane ha fatto un deciso salto di qualità. Da tenere d’occhio per un risultato finale in classifica nei 10. Per la Repubblica Ceca, invece, da seguire Pavel Novak, primo anno con doti interessanti in salita come dimostrano il 6° posto al Valle d’Aosta e il 2° alla Bassano-Monte Grappa).

ITALIA

2022 UCI Road World Championships Wollongong – Men’s Under 23 Time Trial – Wollongong – Wollongong 28,8 km – 19/09/2022 – Davide Piganzoli (ITA) – photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2022

Come di consueto capitolo a parte per i corridori di casa nostra. La Nazionale di Marino Amadori ha dovuto rinunciare per infortuni prima a Nicolas Milesi e poi a Dario Belletta, al loro posto inserito all’ultimo Giacomo Villa, uno dei corridori italiani più forti dell’ultimo biennio nella categoria Under 23, che proverà a entrare in fuga, e soprattutto sarà utile per dare una mano ai compagni più quotati. Il capitano per la classifica sarà Davide Piganzoli, già quinto nel 2022 a poco più di un minuto dal podio. Lo scorso anno, il corridore della Eolo-Kometa, una delle maggiori promesse per l’Italia nelle corse a tappe, viste le caratteristiche, si difende sia in salita che a crono, arrivava però in grande forma, ora c’è qualche punto interrogativo visto che nell’ultima corsa, quasi due mesi fa, si è ritirato per un malanno. Con lui Giulio Pellizzari, attesissimo nelle tappe di montagne, Alessandro Pinarello, altro corridore completo che ha vinto il ballottaggio con il compagno di squadra Alessio Martinelli e Alessandro Romele, amante della fuga, passista, che si occuperà di dare soprattutto una mano ai compagni. Infine Francesco Busatto, leader unico per le prime tappe. Il campione italiano Under 23 è uno dei corridori in assoluto più atteso nei primi giorni, punta forte ad almeno un paio di tappe, prima di mettersi al servizio della squadra nella seconda metà di Tour de l’Avenir.

ANTI PIGRO

Per chi non avesse voglia di leggere tutto, sintetizziamo con le nostre stellette in corridori più interessanti da seguire per classifica generale, tappe, eccetera.

CLASSIFICA

⭐⭐⭐⭐⭐ Staune-Mittet
⭐⭐⭐⭐ Riccitello
⭐⭐⭐Wilksch, Lecerf, Graat
⭐⭐ Piganzoli, Kulset, Golliker, Ryan
⭐Morgado, Pellizzari, Umba, Gomez, Rondel, Del Toro, van Belle, Tercero, Walker. Novak

VOLATE

⭐⭐⭐⭐⭐Lamperti
⭐⭐⭐⭐ Kogut
⭐⭐⭐Teutenberg, Pickrell, Fredheim
⭐⭐Van Mechelen
⭐ Loland, Gudnitz, Busatto, McDonald, Thomas

TAPPE MISTE/FUGHE

⭐⭐⭐⭐⭐Busatto, Hagenes
⭐⭐⭐⭐ Donaldson, Huby, Segaert, Morgado, Lamperti
⭐⭐⭐ Rootkin-Gray, Romeo, Foldager, Glivar, Kretschy
⭐⭐ Christen, Shmidt, Thierry, Huens, Hajek, Thomas
⭐ Wenzel, Reinderink, Villa, Nerurkar, Jorgenson, Lelandais