SFIGA 10 Voto altissimo alla sorella cattiva della Dea bendata perché lei sì che ci vede benissimo e alla fine colpisce sempre chi deve. Nel caso di De Lie, ammalato anche alla vigilia del Tour, è quasi accanimento. Aiuto: aiutatelo!

VISMA 9 Affini, Hagenes, Armirail e Campenaerts sono perfetti panzeroni per la prima parte di corsa, anticipando il frenetico finale, quando salgono in cattedra Vingegaard, Piganzoli e Jorgenson. Soprattutto l’amerregano che apre il gas e crea quel margine necessario per tenere a bada la rimonta del rivale verso il suo capitano. Piganzoli è uscito benissimo dal Giro ed è un piacere vederlo lì attaccato a Vingegaard nel finale. Intanto la prima sfida tra i due favoriti la vince il danese, ma andiamoci piano che non è nemmeno il primo round.

NETCOMPANY INEOS 8 Specifichiamo come il voto sia tutto, o quasi, per Filippo Ganna che conferma gli ulteriori progressi contro il tempo già visti di recente al Giro e si candida, se la condizione lo sosterrà nelle prossime settimane, a conquistare anche l’unica prova contro il tempo individuale che arriverà più avanti.

POGAČAR 7 Perché è lui anima e gambe della squadra durante la crono, perché è il più veloce nella salita finale (e infatti aprirà le danze nella seconda tappa, in prima fila, con la maglia a pois). Ha perso il primo round a Barcelona, ma proprio a Barcelona, oggi, lo aspettiamo a cercar rivincite.

CRONOSQUADRE 6 Non ho ancora capito se questo nuovo format mi piace. Perché è una cronometro a squadre, ma i tempi valgono singolarmente e forse c’è del genio in tutto ciò. Forse è persino più meritocratica in ottica risultato in classifica, ma penalizza oltremodo se si incappa in qualche tipo di problema (vedi, per esempio, Vauquelin e Skjelmose). Fatto sta che, per via della posta in palio e dei protagonisti, è stata estremamente divertente.

ALPECIN, LIDL, GROUPAMA E TIBERI 6 Brave tutte e tre. La prima lancia van der Poel in testa, per qualche minuto, prima dell’arrivo della Netcompany INEOS sono loro i leader della corsa, ma quando Ganna taglia il traguardo a Philipsen cadono mascella e casco. La Groupama è un’altra rispetto alla robaccia vista al Giro e viene trascinata da un Grégoire in grande spolvero che spiana lo strappo finale. Occhio a lui, oggi, con questa gamba, dovesse tenere… Bene anche la Lidl, che guadagna un Ayuso in forma, un Vacek trascinatore, ma che perde Skjelmose azzoppatto da una foratura – ma che, tuttavia, si salva, perdendo anche poco rispetto a come poteva andare. Bene anche Tiberi (come tutta la Bahrain) che, a dispetto delle mie critiche, chiude con un ritardo abbastanza contenuto e al momento, dopo un giorno, fa classifica. Durerà?

RED BULL 5 Erano i miei favoriti, perché non può essere diversamente quando hai Evenepoel e c’è una cronometro. La forza della squadra, sommata, ha dato un risultato inferiore ad altri team, ma soprattutto costringe il belga già a masticare e poi ingoiare qualche boccone amaro di troppo addolcito però dall’aver staccato Lipowitz alla prima occasione. Gerarchie per qualche ora messe in ordine.

DECATHLON 5 Seixas bene, ma non benissimo, la squadra fa quel che può, ma è inferiore alle solite note anche soltanto per esperienza nel lottare a certi livelli. Lasciamolo crescere con calma, va là. C’è tempo, anche in questo Tour.

MOVISTAR 3 La scena dei tre Movistar che si aprono a ventaglio per aspettare il proprio capitano designato, Uijtdebroeks, che si stacca, con i crampi, ma poi riuscirà a rientrare, è già la prima scena da Movistar di questo Tour de France. Altre ne arriveranno, ne sono sicuro.

TEAM PICNIC POSTNL 1 Partono a tutta per provare a prendere la maglia verde (che invece vestirà Bernal) facendo il miglior tempo nel primo intermedio, soddisfazione di plastica, ma non riescono nemmeno in quello. Si disuniscono quasi subito, arrivano lontani e penultimi. Squadra peggiore del World Tour, ieri si mettono dietro solo l’Astana che ha perso mezza squadra quasi subito per una caduta. Un Tour tutto in salita per loro, anche quando ci sarà pianura e discesa.

FORTUNA 0 Si apre con un voto alto alla sfiga e si chiuda con un voto bassissimo alla fortuna che si è girata dall’altra parte nei confronti di due attesi protagonisti, Skjelmose e soprattutto Vauquelin, vittime di foratura e staccati. Il francese puntava alla prima maglia gialla e chissà se lasciare così presto la compagnia dei suoi sodali non abbia contribuito al ritardo finale (8 secondi) di Ganna nei confronti di Vingegaard.

Privacy Preference Center