WÆRENSKJOLD 10 Da ultimo a primo, da una tappa a quella successiva, non credo sia una novità assoluta (magari qualcuno ci potrà venire in soccorso con questo dato), ma ciò che va sottolineato è che il norvegese il giorno prima non aveva tirato i remi in barca per preservare energie, ma era arrivato al traguardo entro il limite massimo di pochi minuti, sanguinante a causa di una caduta. Ieri, vince con il polpaccio fasciato, dopo varie fermate alla macchina dell’assistenza medica, una volata strana (bizzarra, bruttina), con i treni che iniziano a fare sul serio solo ai meno due chilometri dall’arrivo, e consolida una carriera che tra un successo e l’altro inizia a essere di tutto rispetto. Parte sempre come outsider, ma bisognerebbe invece prenderlo molto più in considerazione.
UNO-X MOBILITY 9 Che squadra! Già di culto da un po’ di anni, stagione dopo stagione cresce e a questo Tour sta raggiungendo l’apice della sua giovane storia, e dopo aver conquistato la gialla con Træen, vince la tappa con Wærenskjold. Sempre protagonista con fughe, piazzamenti, attacchi volti a sovvertire l’ordine. Il fatto è che non è finita: diverse ancora le frecce al proprio arco, a partire da oggi.
KOOIJ 8 Tutti i favoriti vengono fatti a fette dall’Ippopotamo di Mandal, lui si salva e arriva a tanto (o poco) così dal secondo successo alla Grande Boucle. Un primo, un secondo e un terzo posto su quattro volate, sono, tuttavia, un gran bel bottino per chi ha rischiato di non essere nemmeno al via della corsa. Peccato i punti persi qua e là per la verde (non si è quasi mai visto negli sprint intermedi) altrimenti, vista la regolarità, sarebbe stato, forse, l’avversario principale di Pedersen.
ARTZ 7 Un bel quinto posto, dopo il quarto di Pau, per uno che, senza dubbio è la sorpresa delle volate di questo Tour. Vero che ha le caratteristiche (probabilmente sarebbe dovuto essere il suo ruolo con la presenza di De Lie) per diventare un lead out di alto livello e chi lo prende, da affiancare al proprio velocista, fa l’affare dell’anno, però nessuno, nemmeno lui, si aspettava di vederlo battagliare per la vittoria negli sprint di gruppo.
FRETIN 7 Quando meno me lo aspetto ottiene il suo miglior risultato in carriera al Tour, un quarto posto, per qualche minuto diventato terzo per via del declassamento di Jasper Philipsen – poi tornato quarto a seguito della riammissione in classifica del belga della Alpecin. Ora, altre due volate da qui a fine Tour per cogliere quella vittoria che pronostico dalla vigilia e con cui, finalmente, è riuscito a flirtare.
PHILIPSEN 6 Di fiducia, anche se, di nuovo, la vittoria è una chimera. Chiude 3°, il miglior risultato per lui al Tour 2026, dopo un quarto e due quinti posti e qualche punto rosicchiato nella classifica a punti anche se di volate vere e proprie ne sono rimaste due e il margine con Pedersen è ampio. Viene prima declassato, poi riabilitato, rendendo complicata anche la vita all’autore di questa rubrica.
PEDERSEN 6 Oltre ai tifosi del velocista norvegese, a squadra, amici e familiari, l’altro a esultare per il successo del corridore della Uno-X Mobility è Pedersen. Il danese, soltanto undicesimo, perde pochi punti dai suoi avversari e addirittura su un paio di loro guadagna. Premiata, al momento, oltre alla vittoria di tappa, la solidità negli sprint intermedi.
GIRMAY 6 Lui qualche punto guadagna, si porta a 45 da Pedersen, ma, probabilmente, si mangia le mani per un sesto posto che sarebbe potuto essere qualcosa in più, ma la scelta di far partire le manovre finali solo a due chilometri dall’arrivo e un percorso quasi del tutto piatto, non ha facilitato i suoi intenti. Tiene viva la corsa alla maglia verde e resta un avversario durissimo con cui confrontarsi, perché, oltre alle due volate ancora disponibili, è uno di quelli che, come Pedersen, ha il guizzo per stare davanti anche negli sprint intermedi o prendere qualche fuga fino allo Sprint.
KANTER 4 Secondo, quarto, nono, diciassettesimo. Il suo storico va in calando e ieri, probabilmente, dà l’addio alla possibilità di giocarsi la maglia verde.
MERLIER 2 Niente magia stavolta, resta bloccato dietro a causa anche di un gruppo che non si allunga amai fino al traguardo. Ancora due chance, ma il suo Tour è in attivo, anche se la maglia verde si allontana.


