EVENEPOEL 10 Gli evenepoeliani di ferro aspettavano un momento così da tempo e quindi non è parso vero ciò che rimbalzava dalle immagini verso il traguardo di Plateau de Solaison: all’improvviso, dopo tanto penare, diventa, almeno per un giorno, una salita finale, uno dei due, tre corridori più forti al mondo in alta montagna (su una salita vera, per altro), capace di restare alla ruota del più forte (di sempre o quasi, sicuramente di questa epoca). Con un po’ di giornate a questi livelli, magari qualche grattacapo in più glielo avrebbe dato e questo è solo uno dei due rammarichi, l’altro è quello di avere una crono troppo breve per poter scavare un solco ancora maggiore in ottica podio finale, comunque blindato e dopo la crono potrebbe diventare bilndatissimo – da leggere con la voce di Leonard Lawrence di Full Metal Jacket. Ma oggi sarebbe crudele e fuori fuoco parlare di cosa sarebbe potuto essere, oggi è giorno in cui si parla di ciò che è, ovvero il giorno in cui conquista la sua terza vittoria di tappa in tre anni al Tour, la prima in linea, in quella che è stata la sua miglior giornata in salita nella corsa francese, ma forse non solo.
DEL TORO 9 Coinvolto nella caduta che toglie dai giochi Vingegaard, si rialza, rientra, tiene come può il ritmo di Pogačar, si gioca la vittoria di tappa e guadagna su tutti i rivali per il terzo posto, andando a vestire anche la maglia bianca. Il vantaggio in classifica su Seixas, sulla carta superiore a cronometro, non lo farà stare tranquillo, ma alza ulteriormente il livello della sfida che settimana prossima diventerà uno dei motivi da seguire.
POGAČAR 8 Scende a patti con il suo Io, provando a negarlo come fanno i grandi uomini, con l’umana hybris. Decide che nella giornata in cui il rivale di sempre al Tour va a casa, può guardare ad altro, per esempio aiutare Del Toro, concedere la vittoria a Evenepoel, non premendo sull’acceleratore in salita, né in volata. Gli sta bene così, tanto, se vuole, ne potrà vincere almeno un altro paio.
PIDCOCK 7 Nell’epoca di super corridori, lui, con quel fisico da antidivo, conferma, oltre a essere uno dei talenti più luminosi in circolazione, una certa propensione allo spettacolo e decide nuovamente di andare in fuga, anticipando la salita, riuscendo a salvarsi come può e a mantenere la top ten: ora è nono con oltre dieci minuti di vantaggio sull’undicesimo. Settimana prossima l’obiettivo potrebbe essere una vittoria di tappa, magari tornando sul luogo del suo primo successo al Tour, l’Alpe d’Huez.
SIMMONS 7 Senza il ritmo tenuto da Red Bull e, ancor più, da Pogačar, probabilmente oggi Simmons avrebbe finalmente trovato quel successo di tappa al Tour che insegue da diverse edizioni. Trova la sua migliore giornata in una tappa forse non del tutto congeniale a lui, seppure dotato di grandi mezzi, e nel finale, a conferma dello stato di grazia giornaliero, riesce pure a dare una mano ad Ayuso, tra quelli arrivati al traguardo, lo sconfitto di giornata. Settimana prossima un paio di occasioni buone ancora ci saranno.
VOISARD 6 Se ne parla pochissimo eppure, il corridore svizzero, stessa età di Pogačar, e che solo quattro stagioni fa correva tra i dilettanti, al suo esordio al Tour sta costruendo una prova da regolarista che lo ha portato alla soglia della top ten. Ieri pure in fuga, con il suo attuale undicesimo posto prova a salvare una spedizione Tudor parecchio sottotono finora.
VISMA 6 Bravi a crederci e provarci, peccato per quello che è successo. Non avremo la controprova, mai, e forse leggo male io questi anni di dominio assoluto e incontrastato di Pogačar: ma davvero pensavano di poter fare del male al leader della corsa tenendo alto il ritmo in salita? A prescindere da questo, loro almeno le pensano e ci provano, a differenza di altre squadre sempre a rimorchio, e non meritavano – lo so, suona retorico e in verità non lo merita nessuno – un’uscita di scena di questo genere del proprio capitano, per una caduta all’apparenza causata da un errore di traiettoria dei suoi compagni di squadra. Nelle prossime tappe però, chissà, li potremmo vedere, senza vincoli di alcun genere, attaccare e magari fra questi trovare pure Piganzoli.
TIBERI 6 Cresce: forse aveva solo bisogno di correre, correre, correre, di stare sul pezzo senza alcuna distrazione. Ieri è andato forte e settimana prossima ci sono un paio di tappe in cui provare a mettersi in mostra per salvare la scialba spedizione sua e del ciclismo italiano a questo Tour.
MARTINEZ E JEGAT 6 Prove solidissime le loro (sesto e quattordicesimo di tappa) che gli permettono anche di guadagnare posizioni in classifica. Due per entrambi, ok, una è gentile omaggio del destino che si è messo di traverso a Vingegaard, ma il resto è tutto meritato. Attualmente Martinez è ottavo, continua la sua rincorsa al miglior risultato in carriera in una grande corsa a tappe, punto di partenza; Jegat è decimo, per provare un po’ a sorpresa visto che si erano messe le cose, a ripetere il risultato del 2025.
SEIXAS 5 La prima giornata no al Tour è arrivata. Seppure una giornata no per Seixas significa comunque chiudere quarto di tappa (e in classifica generale), e mostrando di nuovo una grande capacità di gestione delle difficoltà. Dopo il riposo, la crono potrebbe ridargli ciò che cerca (podio e maglia bianca), ma essere parzialmente delusi per un risultato del genere fa capire di cosa parliamo quando parliamo di Seixas.
HEALY 4 Ci prova, ancora, poi, di nuovo, è tra i primi a staccarsi in fuga. Se la prima settimana è parso lontanissimo dai migliori, questa seconda almeno lo ha visto con coraggio davanti, ma molto, sin troppo altalenante. Che la terza settimana possa essere quella in cui riesce a sistemare tutto?
AYUSO 2 Grande sconfitto di giornata, perde la maglia bianca e vede allontanarsi sempre di più il podio, ora a 1’30’’. Ha ancora diverse tappe per provare e riprendersi almeno una quinta posizione, ma un fine settimana in calando non promette nulla di buono per il prosieguo del Tour.
V. PARET-PEINTRE 1 Ce lo aspettavamo davanti per provare a prendere punti per la maglia a pois ma la marcia folle tenuta tutto il giorno per andare in fuga non gli è stata amica. Il sogno maglia dei GPM si allontana, ma resta quello della vittoria di tappa.
LIPOWITZ 0 Ditegli che da mercoledì probabilmente gli toccherà lavorare per Evenepoel, anche se con una buona crono potrebbe tornare pienamente in lotta per il podio – che, tuttavia, attualmente lo vede distanziato di soli cinquanta secondi.


