RED BULL 10 Voto che va anche a Lipowitz con il quale sono stato sin troppo duro nei giorni scorsi, ironizzando sul dualismo con Evenepoel. Stava andando molto forte, anche ieri, e invece il suo Tour, che alla fine della crono lo avrebbe visto perfettamente in linea nella lotta per il terzo posto, si chiude in ospedale con una clavicola rotta. Tuttavia, la squadra tedesca ne esce benissimo: vince la crono, sla econda tappa di fila, blinda il podio con Evenepoel, potrebbe essere il secondo podio al Tour di seguito dopo quello dello scorso anno con Lipowitz, e mette Cattaneo al sesto posto di tappa, migliore tra i corridori che non lottano per la classifica, all’arrivo.
EVENEPOEL 9 Terza crono in tre anni vinta al Tour, settantaseiesimo successo tra i professionisti e quota cento nel mirino. Mica male: numeri da velocista di primissima fascia. 2’39’’ di vantaggio sul quarto posto, fino a domenica ci sono tre tappe in cui si dovrà difendere come può dai possibili (probabili) attacchi che arriveranno da UAE TEAM EMIRATES (Del Toro), Decathlon CMA CGM (Seixas) e Lidl Trek (Ayuso e Skjelmose). La sua resistenza nei prossimi giorni è uno dei temi che ci appassionerà maggiormente.
CATTANEO 8 Nettamente il meno giovane nella top ten di tappa; un finale di carriera speso con profitto di fianco a Evenepoel e ieri un’ottima crono a livello dei migliori passisti scalatori del Tour a conferma della sua solidità e utilità che, con questa gamba e il ritiro di Lipowitz, saranno fondamentali nel supportare Evenepoel in salita da qui a Parigi.
DEL TORO 8 Per quanto mi riguarda è la sorpresa di questa crono. Rispetto a settimana scorsa non paga la tappa seguente al giorno di riposo, anzi, si inventa una gara di altissimo livello, sfruttando, in un percorso tortuoso, anche le sue capacità di guida del mezzo, con pochi eguali in curva, in cui perde soltanto 5’’ da Seixas, mantenendo ora 20’’ sul giovane francese in classifica generale e in quella di miglior giovane, identificata dalla maglia bianca. Sfida per quel simbolo del primato ormai ristretta a loro due.
SKJELMOSE 8 Tour in crescendo per il danese e terzo posto nella crono che gli permette di guadagnare tantissimo sul suo compagno di squadra Ayuso. I due, ora, sono in lotta per il 5° posto finale, divisi da soli 52’’ e magari con un po’ di fantasia potrebbero anche mettersi insieme per provare a fare un po’ di casino in chiave podio. Il terreno c’è, avranno gambe e idee?
SEIXAS 7 Tifato, tifatissimo. Bravo, bravissimo, bravo, bravissimo, bravo, bravo, bravo, bravissimo, anche se il secondo posto di Evenepoel scappa. Guadagna qualcosina su Del Toro (i cinque secondi di cui sopra) e ora, con la lotta al podio ristretta e sempre meno tappe a disposizione, lo vedremo probabilmente attaccare, il che potrebbe essere una gioia per gli occhi di tutta la Francia e uno dei motivi di maggiore interesse per i prossimi giorni.
POGACAR 6 Fa il suo dovere: definirlo compitino sarebbe un insulto. Non prende rischi, perché non serve, chiude, tuttavia, a meno di trenta secondi da Evenepoel e con oltre trenta secondi sul primo corridore alle sue spalle, senza dare mai l’idea di spinger efino in fondo e questo ci dà la dimensione del suo strapotere. Da qui a Parigi deve portare a casa la bicicletta evitando cadute o (grossi) malanni.
LA VOCE DI TARLING 6 Mi era sfuggito il tono profondo della sua voce: potrebbe, in un’altra vita, essere uno speaker radiofonico, un attore di teatro. Buona crono, tuttavia, considerando come non fosse adattissima alle sue caratteristiche.
PIGANZOLI 6 Con un altro ritiro che gli fa guadagnare una posizione e considerando l’assenza di Vingegaard, uno dei temi per il ciclismo italiano nei prossimi giorni potrebbe essere la speranza di vedere il valtellinese in lotta per una top ten anche al Tour, il che sarebbe abbastanza clamoroso considerando la giovane età e il fatto di aver chiuso nei dieci anche il Giro. Sarà lotta tra il 9° e il 14° posto con Jegat, Voisard, Van Wilder, Carapaz e Adam Yates. Mastini e califfi di fughe e piazzamenti di rilievo. Non sarà facile.
GANNA 5 Non era una crono adattissima, ma lui i freni li tira solo in discesa, un tratto che lo penalizza così come nel finale non riesce a dare sfogo eccessivo ai suoi cavalli. Un undicesimo posto in una crono del Tour che pochissimo aggiunge alla sua brillante carriera.
TIBERI 4 Ogni tappa sembra preservare energie per un giorno che non è ancora arrivato. Potevamo aspettarci una prova d’orgoglio, lui che a crono va forte, e invece nemmeno questo. Ormai si sta tramutando nell’oggetto del mistero per antonomasia del pedale italico.
AYUSO 2 Mi viene in mente una cosa, potrebbe essere una boutade: e se il miglior Ayuso si fosse già visto e appartenesse al passato, fino al 2023? Ieri è stato il peggiore tra gli uomini di classifica in una cronometro tagliatissima per i suoi mezzi, per dislivello, trabocchetti e lunghezza. Il tutto dopo aver fatto fatica anche due giorni prima sul Plateau de Solaison. Benzina finita a questo Tour oppure ci aspettiamo una reazione venerdì e sabato sulle Alpi? In tutto questo il mistero è che alla fine sia comunque ancora quinto in classifica…


