CARAPAZ 10 Una sentenza. Sentiva nella testa la giornata buona e allora, con l’aiuto della squadra (Voto 10 anche a tutta la EF Education EasyPost), rientra nella fuga giusta dopo esserne rimasto fuori inizialmente. Il modo in cui se ne va verso la vittoria dovrebbe fare scuola nell’arte del vincere in fuga. Attacca, sfianca i suoi rivali tenendo il ritmo altissimo, ma conservando ancora un po’ di energia. Appena c’è un attimo di rallentamento attacca di nuovo e mentre gli altri fanno il conto di ciò che gli è avanzato è troppo tardi. Ancora una volta Carapaz dimostra di avere un paio di mercoledì in più nel suo bagaglio tecnico e tattico, rispetto a tutti gli altri. Se ne va e lo rivedranno al traguardo. Top ten in classifica generale conquistata e probabilmente in saccoccia salvo crolli suoi e azioni improvvisamente brillanti di Voisard. Venticinquesima vittoria in carriera, seconda al Tour, almeno due successi di tappa in tutti e tre i grandi giri. Basterebbe questo per elevarlo a uno dei corridori più forti dell’ultimo decennio. Non mi stupirei se dovesse ripetersi in (almeno) una delle due giornate con arrivo sull’Alpe d’Huez.
PEDERSEN 9 Ancora in giro per la Francia a dare spettacolo – lo ritroveranno al traguardo dopo aver spinto il monocorona con il 56 davanti in una tappa di media montagna. L’obiettivo maglia verde, ora, è quasi in cassaforte e se oggi riuscisse, nuovamente, ma sarebbe folle e io ho male alle gambe per lui, insomma se oggi ci riprovasse, andando a conquistare altri 25 punti, l’ambita classifica sarebbe sua quasi matematicamente.
SCHMID 8 Avevo pronto il nomignolo, perché per un lungo periodo mi era parso il più forte tra i corridori all’attacco: il Pogačar delle fughe. Invece ci vuole un grande Carapaz per relegarlo al secondo posto, dopo il secondo posto del giorno prima. Va forte ovunque, salita, collina, sprint ristretti. Il più forte, pound for pound, fra i corridori non impegnati nell’alta classifica generale. Forma della vita, un grande Tour il suo – e anche della sua squadra che ieri ha messo di nuovo in evidenza Engelhardt (voto 7).
JORGENSON 7 Un piacere rivederlo competitivo in fuga. Strano non vedergli nessun UAE appiccicato a ruota. Hanno fatto pace oppure la squadra del leader della classifica sta facendo i conti con i malanni e ha preferito pensare ai guai in casa? Me lo aspetto di nuovo all’attacco oggi e domani per provare a vincere una tappa che in carriera, tra 2023, 2024 e ieri ha soltanto sfiorato.
V.PARET PEINTRE 6 Verrebbe da dire: e anche oggi i francesi vinceranno domani. Nemmeno la consolazione di conquistare ufficialmente la maglia a pois perché Pogačar è un punto davanti, mentre Carapaz, sei dietro e da oggi se la giocheranno traguardo dopo traguardo – magari pure a Parigi, ci sono quattro GPM di quarta categoria, con quattro punti disponibili in totale. La Francia, che si gode Seixas, Martinez e Jegat in classifica, ha le polveri bagnate in fuga e rischia di chiudere a zero vittorie di tappa come non accade da troppo tempo.
GARCIA PIERNA 6 Tra i sei rimasti davanti è quello che fatica di più in salita, ma il figlio d’arte non demorde e resta attaccato con i denti finché può. Attaccante nato, alla settima fuga in questo Tour, vero lottatore, corridore da Movistar fatto e finito, dopo il terzo posto di Foix ci mette vicino anche questo sesto.
JOHANNESSEN 5 Nel finale soffre il ritmo non solo di Carapaz, ma anche di Schmid, Jorgenson e Paret-Peintre. Non è quello dello scorso anno e si vede anche dalla posizione in classifica, ma oggi e domani altre due giornate per provare a conquistare quella vittoria che quest’anno gli manca, all’ennesimo (ventesima volta come ci ricorda Pietro Pisaneschi) piazzamento nei dieci in stagione senza alzare le braccia al cielo.
DECATHLON 4 Il giorno prima, Yates sta male e si rincorrono voci su un Del Toro non al meglio. Ieri si stacca (e poi si ritira) McNulty, e quindi: perché non fare un controllo sul rivale messicano e tastare con mano eventuali reazioni? Più conservativi di quello che pensavo con il giovane Seixas: da una parte non vogliono rischiare, esporlo e magari vederlo saltare, dall’altra cercano il podio. Oggi e domani le ultime due chance.
INEOS 2 Nel linguaggio di oggi si direbbe: disasterclass. Hanno due corridori come Bernal e Arensman nella fuga allargata e quando si muovono Schmid e soci restano a guardarsi, dormono, sospirano ad alta voce i maligni, buttando via la possibilità di giocarsi la tappa. Non è la prima volta che in questo Tour si distinguono per le loro disattenzioni.





