UNO-X MOBILITY 10 Quello del sodalizio di matrice norvegese è uno dei percorsi più virtuosi dell’ultima decade di ciclismo professionistico. Squadra nata come continental, salita di categoria, agguanta il World Tour dopo essere cresciuta esponenzialmente anno dopo anno, dopo aver vinto tappe al Tour, classiche in Belgio e tanto altro. Ieri ha raggiunto uno dei punti più alti con la maglia gialla di Træen e non è finita, perché a questo Tour ci sono obiettivi importanti come la classifica di Johannessen (sesto lo scorso anno) e almeno una vittoria di tappa.

TRÆEN 9 In pochi mesi diventa un autentico specialista della fuga bidoncino. Lo scorso anno alla Vuelta, con una giornata all’attacco, conquistò la maglia di leader che vestì per diversi giorni finendo nono in classifica generale. Il vantaggio al Tour sui big, al momento, è enorme e chissà se potrà ripetere un piazzamento nei dieci. Difficile, perché il livello qui è altissimo, ma lui in salita va forte e ci metterà un bel po’ prima di scomparire dai radar.

PEDERSEN 8 A lui e alla Lidl-Trek; a Vacek (10, lavoro eccezionale il suo e maglia bianca che potrà tenere fino a giovedì) e a Simmons fondamentale nel lavoro di cucitura e poi secondo di tappa. In un rovente pomeriggio di luglio al Tour salvano, almeno in parte, un 2026 con più bassi che alti, conquistando tappa (terza in carriera al Tour per Pedersen) raccogliendo punti pesanti per la maglia verde (che domani vestirà proprio il danese) e volando in testa alla classifica a squadre con un vantaggio cospicuo sulla seconda.

FRIGO 7 Il veneto della NSN Cycling Team è ormai una garanzia. Se è iscritto alla gara e la corsa è impegnativa, sai già che te lo ritroverai davanti. Ieri era obiettivamente difficile fare meglio di un quarto posto, che va ad affiancarsi ai due secondi e un terzo di tappa alla Vuelta e a un terzo di tappa al Giro. Ora gli mancano la vittoria e un quinto posto. Scegliamo la busta A.

QUINN 7 Accarezza il sogno di una carriera, quello di poter vestire la maglia gialla del Tour. Lui che non ha mai vinto da professionista e che è una vita che si spende per gli altri. La forma è buona come quella di tutta la EF Easy Post che al solito dà lezioni di come si va in fuga e da qui a fine Tour potrà togliersi diverse soddisfazioni. Al termine della tappa è così deluso e abbattuto che se fossi stato lì lo avrei abbracciato forte.

VAUQUELIN 6 Il corridore della Netcompany INEOS è fuori classifica e va avanti più di voglia e orgoglio che di reale condizione. Dall’ammiraglia gli mettono una pressione mica male: tutta la Francia ti guarda e fa il tifo per te, gli dicono, ma ieri, come per tutti gli altri compagni di fuga c’era poco da fare. Si è staccato in salita, ma è rientrato, c’ha persino provato con un azione alla Del Toro nell’ultima curva. Ci riproverà ancora, magari in giornate altimetricamente più dure, con una forma migliore e possibilmente con qualche compagno di squadra vicino che non guasta mai.

MOVISTAR 6 Come al Giro ci provano sempre, come al Giro non raccolgono molto, ma Garcia Pierna e Castrillo confermano ciò che si è visto in queste ultime settimane: stanno benissimo e soprattutto il secondo in alta montagna potrà dire la sua, magari spostando il focus pure sulla maglia a Pois.

DEBRUYNE 6 Io sponsorizzo sempre Vertsynge ma al momento quello che va forte è lui, il faraone, tra i più attivi in fuga, dopo essere andato vicinissimo al successo di tappa al Delfinato la sfiora anche qui.

ZIMMERMANN E HERMANS 5 Tra quelli che si sono sganciati sull’ultima salita mancavano praticamente solo loro che per qualità, forma e caratteristiche era lecito aspettarseli davanti.

GREGOIRE 4 Delusione di giornata. A proposito di Francia che ti guarda, Grégoire punta a una tappa con la maglia di campione francese; a proposito di corridori che ci saremmo aspettati davanti negli ultimi chilometri- o magari capaci di rientrare in discesa dopo l’ultima salita – Grégoire era uno a cui pensavano tutti come rivale numero uno del danese, figuriamoci dopo averlo visto in fuga dare pochissimi cambi, giocando al risparmio. Certo, battere Pedersen sarebbe stato complicato per chiunque, ma almeno tenere un po’ di più…

VAN DER POEL 2 E infine lui, uno dei più attesi ieri. Dopo la crono iniziale si è visto poco e niente. Resta a guardare gli altri in attesa di giornate migliori. Come già ci ha abituati probabilmente troverà la condizione man mano che il Tour andrà avanti, ma quella verso Foix è una occasione persa.

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