MERLIER 10 Bello da vedere, quasi da impazzire per come si muove, per quella tranquillità che si manifesta tutta nella leggerezza con cui scarta gli avversari e poi in quell’esultanza in cui c’è tutta la sua essenza. Fa strano vedere che ha vinto, con ieri, solo quattro volte al Tour, la prima volta nel lontano 2021,ma lo sappiamo, lui è uscito fuori tardi, e per qualche edizione la squadra ha avuto altri obiettivi (con Evenepoel). Tuttavia, da quando è in gruppo si contende, con massimo tre corridori, la palma del miglior velocista dell’ultimo lustro.
UNO-X 9 MOBILITY Squadra spettacolare. Anche ieri ha provato in ogni modo a scardinare le difese delle squadre dei velocisti, ma gli attacchi di Skaarseth e Abrahamsen si sono rivelati un po’ a salve. Il podio di tappa di Warenskjold, battuto solo da Merlier, di cui è agli antipodi per stile – uno fa dell’eleganza il suo timbro, l’altro la potenza – è un grande risultato, per un Tour di alto livello finora di tutta la squadra norvegese.
VEISTROFFER 8 In ogni tappa in cui andrà in fuga lo leggerete qui, in questa rubrica, con un voto alto. A ogni tappa in cui va in fuga fa segnare nuovi record di km in avanscoperta. In partenza ha detto: “Ho come l’impressione che ad alcune squadre dia fastidio il fatto che io vada sempre all’attacco”. Amiamo quei corridori che rompono le scatole e che provano a infastidire, a ribaltare l’ordine. Non fermarti mai.
KANTER 7 Si suol dire: nella forma della vita. Ieri parte da lontanissimo, intruppato nel caos della volata e raccoglie un quarto posto che fa il paio con il secondo dell’altro giorno e grazie anche ai punti raccolti negli sprint intermedi è più di una semplice alternativa alla maglia verde di Pedersen. Senza dubbio la sorpresa (in positivo) di queste prima due volate.
GIRMAY 6 Lui c’è sempre, il suo è un terzo posto solido, ma forse, per far valere il suo sprint ha bisogno di una giornata un po’ più selettiva. Certo, alla fine gli vanno davanti solo due grandi velocisti.
PEDERSEN 6 Zitto zitto raccoglie punti di qua e di là e conslida la maglia verde. La tappa l’ha già vinta e altre, con la sua capacità di andare in fuga anche in giornate non del tutto adatte, potrebbero arrivare. Non ha (più?) lo spunto dei giorni migliori nelle volate di gruppo, ma non importa.
PHILIPSEN 4 Lui, invece, è la sorpresa negativa di queste prime volate, così come in generale la sua squadra è la più delusa finora. Ieri, viene pilotato bene, ma ha le polveri bagnate e come se non bastasse per poco non chiude Gaviria sulle transenne, rischiando grosso a quella velocità. Ci sono, ora, due giornate adatte alla sua squadra (oggi un’altra volata, domenica per le fughe con van der Poel, Vestrynge o Debruyne) per salvare una dieci giorni estramente negativa per le aspettative che si hanno su di loro.
NETCOMPANY INEOS 3 Comandano nel finale per la volata di un corridore forte, ma che velocista proprio non è e alla fine l’ottavo posto finale non è nemmeno un piazzamento da buttare, considerando che queste non sono assolutamente le sue tappe. La domanda che mi faccio è: hai in squadra due come Tarling e Ganna, ha proprio senso spenderli per tenere Godon davanti negli sprint di gruppo? Non si potrebbe provare a raccogliere qualcosa di meglio inventandosi magari una sparata nel finale, magari in tandem o sfruttando il coraggio che altri corridori hanno dimostrato pure ieri (Abrahamsen, Asgreen, per esempio)?
KOOIJ 2 Dalle stelle alle stalle, il Ghepardo, dopo il successo dell’altro giorno non si vede quasi mai davanti, si rialza e chiude lontano, fuori dai 20.
FRETIN 1 La personale delusione di chi scrive è rappresentata da Milan Fretin. Il velocista della Cofidis chiude ottavo e tredicesimo le prime due volate. Ieri la sua squadra lavora benissimo, ma, nel momento del dunque, il belga scompare e poi si rialza in vista dell’arrivo.


