MERLIER 10 Poco da aggiungere a quello scritto negli anni: Tim Merlier, in arte Il Mago, è uno dei più forti velocisti che abbia mai visto. Compirà 34 anni a fine stagione ciclistica, e questo fa specie; con l’ennesima dimostrazione di forza ed eleganza data ieri, si conferma, di diritto, per istinto killer con pochi simili, nel club dei Cavendish, Cipollini, Kittel, eccetera. Con ancora 4 volate, la maglia verde non è più un miraggio, sprint intermedi di Pedersen permettendo. Così come la possibilità di incrementare il suo bottino al Tour, perché, francamente, che uno così abbia vinto solo 5 volte in Francia, stride.
LEFEVERE 9 Entrata a gamba tesa degna del miglior Vinnie Jones, al solito senza mezzi termini: «Mi dispiace, ma era scritto nelle stelle Ho lavorato con Remco per sette anni, quindi credetemi, è il maschio alfa per eccellenza: ‘Io, me stesso, me’. Una leadership condivisa? Non nella sua testa. Se questo suona duro: mostratemi un capitano, un vero capitano, che non sia fatto così. Chiedere è ovviamente un diritto, ma se Lipowitz debba acconsentire è un’altra questione. In ogni caso, non mi sembra il tipo di compito che si adatti bene alle sue qualità. Lo conosco, quindi so che fa questo tipo di conti nella sua testa. Ma è giusto? In gara si fa sempre qualcosa per ricevere qualcosa in cambio in seguito, ma in questo caso una cosa è una cosa e l’altra è un’altra. Remco non avrebbe dovuto dirlo in modo così esplicito. Se volevi lasciare la nostra squadra per uno stipendio sicuramente migliore e, chissà, magari anche un supporto migliore, allora questo fa un po’ parte del gioco. Da noi eri sempre e ovunque il primo e unico leader. Una squadra tedesca non permetterà certo a un tedesco che si è classificato terzo al Tour di giocare un ruolo secondario l’anno successivo». (da https://cyclingpro.net/)
SLOCK 8 A lui, più che ai suoi pur bravi compagni di fuga (Otruba, che già ci aveva provato e Guernalec). Il belga, che qualche settimana fa ha vinto cadendo il Gp Gippingen, prova a fare uno sgarbo alle squadre dei velocisti che – come leggete sotto in queste pagelle – non saranno state troppo contente. Speriamo che prima o poi uno di questi braccio di ferro tra piccole fughe senza speranza e gruppo possa avere un esito diverso, magari dalla prossima settimana in poi, quando le energie inizieranno a calare per tutti.
GIRMAY 7 Solidissimo, ancora, lui che non sarebbe nemmeno un velocista puro, ma al Tour sale di colpi fino a trasformarsi. Sesto, terzo e secondo su tre volate finora e piena lotta per la maglia verde. Non fosse che Pedersen è forse il più forte interprete tra i candidati alla classifica a punti nel prendere le fughe, avremmo un nome su cui scommettere per la vittoria finale grazie alla capacità di essere così regolare tra sprint intermedi e volate finali.
BITTNER 6 Miglior volata a questo Tour, quinto, che avvicina il quarto posto dell’anno scorso. Velocista giovane, in crescita, da qui ai prossimi anni avrà tante altre possibilità per provare a vincere una tappa al Tour. Unica luce finora in una stagione disastrosa per la sua squadra, il Team Picnic PostNL.
KANTER 5 Per contro, Kanter fa la sua peggiore volata delle tre, chiude nono, e perde l’abbrivio nella lotta alla maglia verde, ritornando a ottenere piazzamenti che più si addicono al suo status che, tuttavia, in questa edizione di Tour de France è decisamente salito.
KOOIJ 5 Meglio del giorno prima, ma anche lui viene umiliato da Merlier e per salire sull’ideale podio di tappa (terzo dietro il belga e Girmay) deve sgomitare quasi ai limiti della regolarità. Ghepardesco, ma un po’ spuntato.
PHILIPSEN 2 Jasper Philipsen, Mathieu van der Poel e, in generale, la sua squadra, sono ormai clienti abitudinari dei bassifondi della pagelline di questo Tour. Eppure, fanno di nuovo tutto bene fino a quando parte van der Poel, che non riesce a portarlo fuori così come successo altre volte, fino a quando il nederlandese si sposta e Philipsen sembra sbattere contro un muro di difficoltà e gambe imballate. Due quinti e un quarto posto per altri corridori sarebbero le volate della vita, non per lui, arrivato al Tour con ben altre ambizioni. Irriconoscibile.
IL GRUPPO 0 Ho letto che la squadra di van der Poel e Philipsen sarebbe stata una di quelle andate a lamentarsi con i Lotto perché avere Veistroffer in fuga gli fa fare più fatica del dovuto per andare a riprenderlo. Poveri tatoni, mi viene da piangere per loro. Ieri Veistroffer non è andato in fuga, chissà come mai. Bell’ambientino il gruppo.



