Prima di chiudere la newsletter di questa settimana, in uscita venerdì 13 febbraio; prima di mandarla a chi di dovere (sì, c’è qualcuno che la corregge, altrimenti…); prima di fare “salva e pianifica per l’invio”, insomma la solita routine che ci accompagna da ormai tre anni, abbiamo dovuto aggiungere due righe per raccontare, seppure brevemente, di un corridore che ci piace in modo particolare ed è così da ben prima che iniziasse a vincere quasi in maniera seriale: ci sbilanciamo a definire in questa maniera la sua modalità di successi.

Perché qualche parola va spesa su quello che sta facendo Christian Scaroni in questo inizio di stagione: non c’è nulla di banale nelle sue vittorie. Forse, qualcuno, magari poco attento a taluni fatti della vita o tra quelli iper critici per qualsiasi cosa, si sa che dare aria alla bocca in tempi come questi è redditizio soprattutto (o forse soltanto) per tornaconto personale, insomma qualcuno dirà “e che sarà mai vincere  il Tour of Oman?” Invece è tanto. Perché l’Italia non è più, ma si potrebbe dire che per certi versi non è mai stata, nazione vincente di brevi corse a tappe, se facciamo qualche eccezione; perché ci siamo lamentati che mancasse un po’ quella classe media di corridori capaci di prendersi traguardi di questo genere: salite e classifiche generali, seppure di corse di secondo piano.

Abbiamo visto Scaroni sul traguardo ormai classico di Green Mountain (Jabal Al Akhdhar) battere Adam Yates (che forse in quel momento avrà invidiato il fratello o meglio ancora avrà pensato alla bici di Simon appesa in garage e magari sta facendosi un’idea pure lui sul suo futuro a breve termine, si sa come sono i gemelli), lo abbiamo visto riprendere nel finale Luke Plapp, tra i corridori più in forma di questo inizio di stagione – a proposito: che bell’avvio la Jayco AlUla! – e poi alzare le braccia al cielo dopo il convincente lavoro del suo compagno di squadra Christian Rodriguez, altro corridore uscito dall’Arkea che sta andando molto forte.

Al 12 febbraio Christian Scaroni, alzando le braccia al cielo in Oman, tappa e classifica finale, registra tre successi nel 2026 ed è andato in doppia cifra di vittorie da quando è professionista (10 tonde), svoltando, come tutta l’Astana, all’improvviso, la scorsa stagione e continuando sull’onda lunga di questo momento propizio quasi divino.

Nel 2025 per l’Italia le vittorie nelle classifiche delle corse a tappe furono tre: Malucelli in Cina al Tour of Taihu Lake, Baroncini al Giro del Belgio e proprio Scaroni in Francia a inizio stagione al Tour des Alpes Maritimes. Anche lì fu tappa e maglia. Godiamocelo nel frattempo prima che i due, tre grossi calibri ritornino a monopolizzare ogni ordine d’arrivo, annoiandoci a morte.

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