Lo spirito del Nord

Il nome poteva quasi far paura: attraverso le Fiandre. Il suono rendeva l'idea di questo attraversamento, Dwars door Vlaanderen. Non è facile attraversare un luogo, pensate le Fiandre. Quasi un bosco di notte. Dove gli alberi e l'oscurità sono i settori in pavé e le vie che diventano evocative, come Mariaborestraat che è onomatopea e bici in piegamento. E tra quelle vie, quei tratti e quelle pietre si scompone il ciclismo, quasi un disegno futurista, una proiezione di colori e modi di viverlo: dai tifosi che corrono da una parte all'altra, alle bandiere che sventolano anche arricciate e ripiegate dal vento, alle birre e alle voci che parlano una lingua straniera di cui, nel tempo, hai imparato i termini chiave per seguire la corsa, per sapere cosa accade. Possiamo dirlo in molti modi, noi parliamo di uno spirito: lo spirito del Nord.

Uno spirito che è nel modo di attraversare le pietre, perché si potrebbe scrivere un libro sul dinamismo di un ciclista sulle pietre. O in un'idea: quella di Pidcock che attacca e prova a far la corsa dalla testa. Di Campenaerts che è lo spirito dell'attacco, dell'invenzione anche bizzarra, quasi dell'impossibile o del buffo. È lo spirito che serve per attraversare questi posti, che passano dalla dolcezza all'aspro in pochissimo. Questione di cielo grigio, di vento, di qualcosa di cupo che non sai spiegare ma attrae. Chiara Consonni conosce la lingua delle Fiandre, non quella che si parla, quella che serve per decifrarla e magari per vincere.

Guardate la sua volata, guardate chi ha battuto e l'apparente leggerezza che ci ha messo. Qualcosa che contrasta con la forza sui pedali in volata. Era lì, era sempre lì in questo inizio stagione, ma mancava sempre qualcosa. Quello spirito delle Fiandre di cui parlavamo si capisce così: tenendo duro e buttandosi nella mischia, sprigionando velocità che è fatica, certamente, ma anche capacità di darle un senso, di non appesantirla. Bastano le mani a gesticolare o l'espressione del volto e Consonni parla senza parlare.
Lo spirito è anche quello di Mathieu Van der Poel che fremeva già ai novanta chilometri dall'arrivo e, diciamocelo, non aspettavamo altro. Vederlo in azione è sempre bello, se poi quell'azione sa di ritorno anche di più. Si è detto più volte che, quando fa le cose lui, hanno un gusto particolare, hanno dentro un che di differente. Sarà questo spirito del Nord che nasce qui ma come vento non ha casa e lo porti ovunque. Puoi scoprirlo o averlo già dentro e ritrovarlo: manifestazione, apparizione. Avrebbe potuto risparmiarsi, fare attenzione, vincerla sì, ma vincerla diversamente. Lo ha fatto con tutto quello che ha, con tutto quello che è. Attaccando e rispondendo. Sollecitando anche la risposta degli altri, facendo esplodere la corsa perché basta uno scatto per movimentare una gara di ciclismo. Se poi a scattare è uno come lui, gli altri devono mettersi sull'attenti.

Lo spirito del Nord è quello che ti fa tirare fuori la parte più umana di te, quella delle sensazioni lasciate libere. Lo stesso accade in Pogačar e in Benoot. Lo spirito del nord è quello che ti fa vedere la bellezza ovunque sia, in ogni momento. Anche in una volata persa. Le mani di Benoot che battono mentre guarda van der Poel sono di questo spirito, di questo vento freddo che fa sudare.
Siamo rimasti a vedere e avremmo voluto non finisse perché la realtà fa per forza torto all'immaginazione. Ed è finita ma prosegue lo stesso. Domenica c'è il Fiandre. L’attraversamento continua.


Bellezze locali (o cose di poco conto)

Bellezze locali oppure cose di poco conto, dal titolo. Bellezze locali: viene da pensare alle bici ed è così. A Waregem, Fiandre Occidentali, appena suona la campanella, ragazzi e ragazze escono da scuola e sono già tutti in bici. Bici, il centro del nostro mondo che qui in Belgio diventa uno degli elementi portanti della quotidianità. Cose di poco conto: sempre loro, mezzi a pedali con le ruote (per non ripetere "bici, bici, bici", anche se, facendoci caso è così musicale) come quel bolide che veniva lavato con cura dietro al pullman della UAE. Con l'attenzione che di solito si riserva ad un neonato.

Bellezze locali: le patatine fritte. Guarda un po'. Belle unte che restano sul tavolo a quantità industriali anche quando il cliente se n'è andato. Qui friggerebbero anche la birra se non fosse qualcosa di più di una bellezza locale. Cose di poco conto: i muri, in pavé oppure senza. Comunque ti spaccano le gambe e ti mandano in acido i pensieri. Chilometri di ciclabili che accompagnano la strada statale che gira tra Waregem, Gent, Kortrijk e Oudenaarde, attraversando quei paesini che, per chi è cresciuto con le classiche del nord, hanno nomi usciti da una fiaba.
Viuzze che si infilano tra una principale e l'altra sporche del fango dei campi trasportato dai trattori. Mucche e pecore. Due corridori della Lotto e della Topsport Vlaanderen che si lanciano a tutta velocità - nei dintorni di Nokere - perché ha iniziato a piovere. Da come filano più che sembrare due in fuga, o in allenamento, sono due ragazzi che stanno tornando a casa al caldo.
Bellezze locali: la cortesia belga. Sempre un sorriso, un saluto, un modo per aiutarti tra inglese e olandese - sarà forse il cappellino da ciclista. Perché qui tutto è bici, tutto è ciclismo. E quella loro lingua dura ma dal suono avvolgente. Cose di poco conto: l'asfalto insidioso, la pioggerellina, il cielo grigio che pare immenso verso un orizzonte che da Kapelmuur - bellezza mondiale - spinge verso l'infinito. Il pavé a tratti dissestato a tratti no. Il bar aperto in cima con i tavolini che guardano verso il punto più alto e il barista che parla in spagnolo sostenendo di conoscere bene l'italiano. Il parcheggio riservato a "Miss Belgio".

Bellezze locali: quelle che oggi andranno in escandescenza sulle strade della Dwars door Vlaanderen. Arrivano da posti più lontani - Pogačar e Bastianelli per fare due nomi - o sono praticamente di casa: van der Poel e van Vleuten. Tanti altri, e tante altre a darsi battaglia nell'ultimo pasto prima della sacra domenica del Giro delle Fiandre. Motori a pieni giri. Quel giorno sarà letteralmente pieno di bellezze che si andranno ad aggiungere, ma non ci sarà più nulla di poco conto.