Solo le idee possono cambiare le cose e quella che ci racconta Davide Branca è un’idea che ha molto a che vedere con il cambiamento. Proprio nella sua città, a Milano che, a breve, potrebbe avere una “flotta di Cargo Bike”, la “Solar Vibes Cargo Flotta”, a disposizione di tutti, in quattro punti della città. Ma andiamo con ordine. Si parla di cargo bike, un mezzo che Davide ha incrociato per la prima volta a Copenaghen, circa quindici anni fa. Lo ha guardato, fissato, scrutato e ne è rimasto affascinato. Non solo lui, in realtà, perché chiunque veda una cargo bike in città la segue con gli occhi per qualche istante. «Credo che molte persone vorrebbero averne una. Però non è così facile: in parte per una questione di costi ed in parte per una questione di spazi. Il nostro progetto nasce da qui». Il progetto di cui vogliamo parlarvi è una scelta che unisce questo aspetto, il desiderio di possedere una cargo bike e la difficoltà, per molti, di averla. Un desiderio che ha il suo centro in questo fascino.
«Una cargo bike è una bicicletta particolare, una bicicletta che si adatta alle esigenze di ciascuno. Come se venisse incontro alle persone che la scelgono. Dalla posizione e dalla grandezza dei carrelli a molto altro: alla possibilità di avere un impianto audio, dei pannelli solari. La cargo bike si trasforma e trasforma. Questa è la sua forza, la sua bellezza».
Il crowdfounding che inizia in questi minuti, mentre le cargo bike stanno sfilando per le vie della città, vuole permettere a questa bellezza di esprimersi liberamente. «Pensate a una città, Milano, con una flotta sperimentale di cargo bike dotate di impianto stereo autonomo e alimentato da pannelli solari. Una flotta a disposizione di tutti, in condivisione, con punti di incontro in quattro luoghi della città: in cui prenderle, viaggiarci, riconsegnarle e lasciare che altri, con lo stesso desiderio, possano usufruirne. Pensate a quanto sarebbe bello». Da oggi ci sono 45 giorni per realizzare questa possibilità: se il crowdfounding riuscirà a raccogliere 14000 euro, il Comune di Milano colmerà la parte mancante, circa il doppio, e non ci saranno più condizionali. Quelle biciclette saranno vicine, più vicine, a chi vorrà usufruirne.

«Mi immagino cargo bike utilizzate per portare i bambini a scuola, mi immagino chi li vedrà passare, la sensazione che proverà. Si tratta di qualcosa che riguarda tutti, un respiro profondo, un sentirsi ancor più vivi. Penso a chi potrà recarsi in luoghi della città difficili da raggiungere in auto, scoprirli, e portare lì tutto ciò che vorrebbe. Magari due chitarre per suonare in un parco, per dare vita a un evento dove ci si possa incontrare e scoprire un’altra forma della città». Già perché la parola chiave è trasformare, cambiare e nulla più di una bicicletta declina questa possibilità. Davide Branca lo dice sempre e, mentre ne parla, le parole diventano più dense, più veloci, come quando si crede molto a qualcosa.
«Parlando di una bicicletta parliamo sempre dell’aspetto di sostenibilità totale rispetto all’ambiente, della nostra salute perché pedalare fa stare bene. Mi sento di aggiungere, però, che c’è molto altro. Non solo la bicicletta ci fa stare bene, ci fa anche sentire bene, felici o più felici per le endorfine che questa attività libera in noi. Sapete perché? Perché in bicicletta cambiamo il nostro rapporto con la città, anche con una città in cui domina la frenesia come Milano. La conosciamo, la conosciamo davvero. Senza lo schermo di un vetro, senza essere schermati in un altrove, quello dell’auto. Conoscere la città significa non solo conoscere i suoi luoghi, i suoi parchi, la sua natura, non solo scoprire luoghi che ci sono, sono vicini, ma spesso ignorati, non solo prendersi cura di questi luoghi, viverli e farli rivivere. Raccontarli, magari. Significa sentire le esigenze della città in cui vivi, comprendere le domande che pone, conoscere i problemi che ci sono e essere concretamente interessati a risolverli». La città così si umanizza, riconosce altri ritmi, li fa propri, lascia spazio, fa spazio. E l’essere umano ha la possibilità di realizzare quella parte di creatività che da sempre ricerca.
«La bicicletta, qualunque bicicletta e anche la cargo bike, permette di disegnare le proprie traiettorie nella città. Di scegliere i luoghi in cui pedalare in primavera, in estate, in inverno ed in autunno. Di scegliere i colori che si vogliono vedere e il posto migliore per osservarli. Quasi fossimo costruttori di quella città, pittori di quella natura. L’essere umano ha bisogno di questa creatività, la bicicletta gliela consegna».
Quarantacinque giorni in cui c’è tutta la possibilità per ampliare quella creatività. Ancora una volta. Ancora un poco.
Maggiori informazioni: https://www.produzionidalbasso.com/…/solar-vibes-cargo…/