Il questionario cicloproustiano di Matteo Fiorin

Il tratto principale del tuo carattere?
Determinato.

Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?
Serietà in ciò che fa.

Qual è la qualità che apprezzi in una donna?
Voglia di fare.

Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?
Simpatia.

Il tuo peggior difetto?
Sono permaloso.

Il tuo hobby o passatempo preferito?
Videogiochi.

Cosa sogni per la tua felicità?
Vincere.

Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?
Perdere una persona importante per me.

Cosa vorresti essere?
Ciclista professionista.

In che paese/nazione vorresti vivere?
Principato di Monaco.

Il tuo colore preferito?
Arancione.

Il tuo animale preferito?
Leone.

Il tuo scrittore preferito?
Non ne preferisco uno in particolare

Il tuo film preferito?
Escape plan.

Il tuo musicista o gruppo preferito?
Ascolto musica molto varia.

Il tuo corridore preferito?
Van Aert.

Un eroe nella tua vita reale?
Mio papà.

Una tua eroina nella vita reale?
Mia mamma.

Il tuo nome preferito?
Non ne ho uno.

Cosa detesti?
Lo yogurt.

Un personaggio della storia che odi più di tutti?
Non ce n'è uno in particolare.

L’impresa storica che ammiri di più?
Non saprei.

L’impresa ciclistica che ricordi di più?
Froome sul colle delle finestre al Giro d'Italia.

Da quale corsa non vorresti mai ritirarti?
Giro d'Italia.

Un dono che vorresti avere?
Leggere nella mente.

Come ti senti attualmente?
Abbastanza bene.

Lascia scritto il tuo motto della vita
"Il giorno più facile era ieri".


Fulcrum Sharq

Progettata per elevare l’esperienza di guida su qualunque tipo di percorso, dall’asfalto alle strade bianche, SHARQ è il risultato di un attentissimo lavoro dove ricerca, ingegneria avanzata, progettazione e test, si fondono per garantire la miglior performance possibile. Il tutto con una filiera dove ogni componente viene realizzato in Europa e assemblato in stabilimenti di proprietà.

Una ruota nuova, moderna, intelligente. Adatta davvero a tutto, dall’endurance all’allroad.
Con canale interno da 25 mm, perfetto sia per ruote da strada da minimo 30 mm sia per pneumatici più larghi e tassellati, e compatibile con sistemi tubeless e a camera d’aria, il cerchio è munito di mini-hook, che assicura la massima sicurezza. Come ogni ruota Fulcrum, il ponte non è forato e, quindi, tubeless nativo, senza necessità di ulteriore nastro.

WAVE RIM: UNA COMBINAZIONE TRA ONDE

Il nuovo design del cerchio – patent pending – nasce da un processo sperimentale, in cui siamo andati ad analizzare le reazioni di diverse soluzioni a condizioni di vento frontale e laterale che influenzano maneggevolezza e aerodinamica.

Il risultato di studi sperimentali, dove sono state analizzate le reazioni a condizioni di ogni tipo di vento, prende il nome di 2-Wave Rim ed è uno degli elementi distintivi di SHARQ, ovvero la loro forma ad onda. L’altezza del profilo varia da 42 a 47 mm, rispettivamente nella parte più alta e in quella più bassa dell’onda, per un totale di soli 1.440g.

In termini di resistenza al vento laterale, si registra un miglioramento del 21% in condizioni di vento tra 0° e 10° e fino al 30% tra 10° e 20°, rispetto a un profilo tradizionale di pari altezza.

IL NUOVO RAGGIO A3RO

Si chiama A3RO: un nuovo raggio piatto in acciaio, con una larghezza di 3 mm e uno spessore di 0,8 mm, che offre notevoli vantaggi a livello aerodinamico. Inoltre è stata rivista l’interfaccia mozzo-raggio: il foro prevede due fessure ulteriori accoppiate a una specifica schiacciatura alla base del raggio, che consente a questo di restare allineato e non ruotare, garantendo un supporto aerodinamico costante.

I raggi non si toccano mai tra loro così da mantenere la tensione nel tempo e, quindi, assicurare lo stesso livello di performance nell’intero ciclo di vita del prodotto, senza necessità di interventi meccanici per ovviare a eventuali cali di tensione.

Insomma, un modo nuovo di concepire una ruota, che noi apprezziamo davvero molto.

FULCRUM SHARQ 2.460 €
fulcrumwheels.com


Luoghi comuni (e meno comuni) sulla Valtellina

 

GRAVELLINA

Il 21 e 22 settembre 2024 ci sarà la prima edizione di Gravellina, un evento che nasce dall’amore per questa valle e le sue bellezze, paesaggistiche, storiche e culinarie. Un evento gravel senza classifica, dove il territorio sarà in primo piano non solo grazie al paesaggio, ma anche con la sua cultura e la sua accoglienza. Pedalare in Valtellina, tra le vigne, a settembre, significa annusare il paesaggio, ascoltare il rumore dell’inizio della vendemmia, prendersi il tempo per chiacchierare con i contadini e bere dalle fontane. L’evento proporrà un percorso lungo, due medi – uno sabato e uno domenica – e un giro facile la domenica mattina: il tutto accompagnato da soste culinarie, musica e, come ci piace, tempo perso, quello necessario per accorgersi di quello che c’è attorno a noi, in sella e non solo.

Il programma, le iscrizioni e tutte le informazioni sono qui: www.gravellina.com

Verbi solitamente applicati alla Valtellina, in senso lato: attraversare la Valtellina, percorrere in auto la Valtellina, mangiare i pizzoccheri in Valtellina, bere il vino o comprare le mele della Valtellina, pensare di dimagrire mangiando la bresaola della Valtellina. Più raramente si dice pedalare in Valtellina, lunga vallata che spesso si percorre verso un altrove ciclistico più famoso: lo Stelvio, il Gavia, Livigno, il Bernina per citarne alcuni. Non avendo la forza, nella vita, di sanare grandi ingiustizie, credo di poter invece coraggiosamente contribuire almeno a contraddire la convinzione errata che la Valtellina non sia, invece, il classico posto della Madonna in cui pedalare e anche godersi delle soste culinarie degne della nostra fame. La Valtellina è una valle che collega la Lombardia alla Svizzera e che, come tutte le valli lungo le quali nei secoli passati si potevano agilmente passare le Alpi, è stata altrettanto agilmente percorsa da eserciti, principi, re, cardinali, rivoluzionari e controrivoluzionari, cattolici e protestanti (che qui se le sono date alla grande), Franchi, Spagnoli, Etruschi, Longobardi e persino Liguri. Già, i Liguri. Sapere che i Liguri hanno avuto un ruolo non marginale nella storia della Valtellina mi ha colpito molto, non tanto perché non sia convinto della grandezza del popolo ligure, non fosse altro per la focaccia, De André e i carruggi, ma perché in effetti le Cinque Terre e la Valtellina hanno una cosa importante in comune, ossia i terrazzamenti, i vitigni e soprattutto una gran voglia di coltivarli molto faticosamente. E infatti pare siano stati proprio i Liguri, anticamente, a portare in Valtellina la vite e a segnare in maniera decisa il destino degli assolati e impervi versanti della valle, da cui arrivano oggi vini, soprattutto rossi, dotati di un carattere senza compromessi. È con questa idea, con atteggiamento da esploratore e giustiziere, che son partito dalla piazza di Sondrio, che di mattina potrebbe essere quella di altre mille città italiane: le persone che passeggiano, i monumenti, la luce, le montagne tutto attorno e il classico aplomb della ricca provincia italiana.
Il percorso che mi ha proposto Camillo, organizzatore di eventi come Valtellina Ebike Festival o Gravellina – di cui parleremo poi – è fatto di 70 chilometri di ininterrotta bellezza, e non è retorica.

Nella prima parte ci siamo scaldati le gambe lungo il famoso Sentiero Valtellina, dove si inizia presto a farsi un’idea di tutto quello che, passando in auto, ci era sfuggito, mannaggia a noi: vigneti, boschi, chiese, castelli, montagne e borgate di pietra. Iniziando a salire, sbuffando, perché le salite della Valtellina non sono quasi mai di quelle da fare fischiettando, il panorama si apre e la luce, essendo una valle soleggiata e aperta come poche, inizia a disegnare il paesaggio.
Da subito si intuisce che ogni metro di questa valle è frutto di secoli di lavoro e fatica: è una terra che è stata tanto attraversata da mercanti e contesa da eserciti, quanto da sempre coltivata, essendo molto più fertile delle vallate più a nord, come quelle degli invidiosi Grigioni; proprio per questo è diventata un territorio ricco, che ha fatto della sua posizione, della terra fertile, dell’abbondanza d’acqua e della tenacia dei suoi abitanti gli ingredienti per essere quello che è oggi.
Attraversandola in bici, salendo sul versante esposto a sud e guardandola dall'alto, la Valtellina dà il meglio di sé, mettendo nello stesso sguardo le vette innevate del Bernina e delle Orobie e la fascinosa durezza dei borghi di sasso e del fondo valle.

Si pedala lungo incredibili terrazzamenti verticali che ospitano vitigni antichi come le montagne, attraverso villaggi di pietra in cui persino i volti degli anziani sembrano scolpiti, di fronte a cattedrali la cui sproporzionata dimensione racconta di epoche in cui avere una chiesa grande era motivo di orgoglio, come negli anni '80 il figlio laureato. Mi segno posti e nomi come la Fracia, il Vecchio Torchio lungo la Via dei Terrazzamenti, il centro storico medievale di Ponte in Valtellina, i meleti di Chiuro, i mulini e i palazzi di Teglio; e poi ancora il Castel Grumello, che domina la valle e il monumentale santuario della Santa Casa a Tresivio; ma anche la passerella sulla gola delle Cassandre e il quartiere storico di Scarpatetti a Sondrio. A Teglio, paese a 900 metri di quota che dà il nome alla Valle, ha sede l’Accademia del Pizzocchero, a conferma del fatto che da questi parti con cibo e vino non si scherza e la preparazione del celebre piatto è una liturgia che non accetta ironia o variazioni, non sia mai che si voglia discutere della quantità di burro o della provenienza della farina di grano saraceno.
Riempito lo stomaco di quanto basta, in termini di calorie, per rientrare a Padova pedalando a 40 km/h, con la mia guida locale continuiamo a pedalare, ora col sorriso sereno di chi ha assaggiato lo Sfursat, il rosso di queste terre, come raccomandano tutti i nutrizionisti più in voga. Boschi di faggi, pini, abeti, torrenti, sentieri di colpo tecnici, tutti da guidare, e infine mulini, nascosti tra le rocce, completano l’esperienza e non c'è un metro in cui non venga la voglia di fermarsi per fare una foto perfetta per Tinder, Strava o la lapide. Il foliage e le geometrie precise dei terrazzamenti sembrano un quadro e la bellezza è senza compromessi: natura e paesaggio, uomo e storia.

A chiudere il giro, prima di rientrare a Sondrio, Castel Grumello, restaurato dal FAI, da cui si vedono montagne a non finire, si intuisce la dimensione di questa valle, che va dal Lago di Como a Bormio, e si immagina il tempo in cui qui, da queste torri, cavalieri e soldati guardavano lontano. Rientriamo a Sondrio dopo aver superato il vertiginoso ponte sulle Cassandre, 100 metri sopra il torrente Mallero, godendoci poi la divertente discesa che ci porta nella parte vecchia della città,
guidando veloci tra single track e ciottoli consumati dai secoli. Abbiamo percorso solo una parte della Valtellina, lungo il versante Nord della valle, attorno a Sondrio, non avvicinandoci a Tirano o al Lago di Como e abbiamo snobbato, per ora, le vallate laterali come la Val Masino, la Valmalenco, la Val Gerola e tante altre. Ce ne sarebbe da pedalare per una settimana, ma per questa volta preferisco preservare il matrimonio e tornare a casa.
Tornerò per la Gravellina.

Testo – Andrea Benesso
Foto – Ulysse Daessle


Mark Cavendish Cycling Masterclass

Ecco una gustosa novità in arrivo dal web, di cui sicuramente non avrete ancora sentito parlare. State a sentire.

Sport.xyz è la nuova piattaforma che offre masterclass online dei migliori campioni dello sport. È tutto molto semplice: andando sul sito ed acquistando la masterclass si ha diritto a vedere sessioni video esclusive di allenamento e interviste per imparare nuove skills tecniche e mentali da utilizzare nei propri allenamenti e in gara.

Quella con Cavendish tratta un'enorme varietà di argomenti: si parla di tecnica, performance e anche psicologia. Un Mark inedito, a fare da guida e pronto a condividere suggerimenti, indicazioni, conoscenze accumulate in una delle carriere più vincenti della storia di questo sport.

La masterclass si divide in tre sezioni.

INDOOR. Qua sono presenti tre differenti workout replicabili in modalità one to one - ognuno da circa 40 minuti - all'interno dei quali si alternano diverse tipologie di esercizi, come il lavoro in soglia aerobica, l'interval training, il lavoro in Z2 e un HIIT workout. All'interno delle tre sedute, oltre alla parte tecnica, ci sono anche numerosi dettagli e suggerimenti legati a tutte le tipologie di allenamento indoor usate da Mark. Volete un consiglio? Mettetevi sui rulli, premete il tasto play e allenatevi direttamente con lui - attenzione ai massacranti intervalli full gas!

INTERVISTA ESCLUSIVA. C’è poi la parte più discorsiva dove, in un’ampia collezione di capitoli narrativi, Mark condivide la parte più personale della sua esperienza, raccontando con dovizia di particolari aspetti della preparazione da ciclista professionista, della scoperta del talento, della vita di squadra e delle dinamiche di corsa nel gruppo. Riflessioni importanti anche in tema di mental health, partendo dai suoi pensieri rispetto al rapporto tra vita personale e lavoro, fino alla relazione con vittoria e sconfitta.

OUTDOOR. Infine ecco la sezione della Masterclass sul lavoro outdoor: un long take di mezz’ora di un suo esclusivo allenamento su strada, in Grecia. A bordo dell'auto del suo allenatore si può seguire una seduta di allenamento commentata direttamente da Mark.

Insomma, sono tre ore e mezza di informazioni davvero interessanti che cambiano la visione del ciclismo.
Decisamente alvento approved.

sport.xyz


Ultimo uomo: intervista a Max Walscheid

Uno dei corridori più alti e pesanti del gruppo, Max Walscheid, del Team Jayco AlUla, è uno di quelli che non appaiono con costanza nelle top-10. A Prati di Tivo, Napoli e Bocca della Selva è arrivato sempre tra la 135a e la 140a posizione. A stamattina ha accumulato un ritardo di quasi due ore e mezza dalla maglia rosa di Tadej Pogačar. Walscheid, però, è l’ultimo uomo di Caleb Ewan e in questa intervista ci parla di volate, di lauree, di problemi coi letti e di tanto altro.

Buongiorno Max, o dovrei chiamarti Dottor Walscheid?

Sicuramente Max.

Quanti esami ti mancano alla laurea?

Un po’ meno di un anno per finire l’università, poi dovrò svolgere un anno di tirocinio.

Stai studiando medicina, giusto?

Corretto. Beh, a dire il vero per il 99% del mio tempo sono un ciclista professionista, ma cerco di trovare un po’ di spazio anche per gli studi.

Dove studi?

Ad Heidelberg, l’università più antica di Germania!

Il tuo prossimo esame qual è e quando sarà?

Eh, bella domanda! Non lo so ancora, al momento non mi sono iscritto a nessun esame. Durante l’estate penserò a cosa fare a ottobre, novembre.

Stai pensando a una specializzazione?

No, non per il momento. Avrebbe senso fare qualcosa collegata allo sport, perché sarei affidabile come medico dello sport essendo stato un atleta professionista. Per un atleta è importante che il medico capisca bene la sua professione. Considera ad esempio la riabilitazione dopo un infortunio: l’atleta non deve tornare in ufficio, ma a competere a livello professionistico. Se come dottore comprendi tutto questo, è un grande vantaggio.

C’è qualcosa sul tuo corpo che hai imparato studiando anatomia?

No (ride). Non mi sovviene nulla di particolare… diciamo che mi sarebbe piaciuto essere un ciclista più piccolo, più basso; mi avrebbe reso la vita più semplice, ma a parte questo no.

Com’è la vita da corridore più alto del Giro, con i tuoi 199 centimetri di altezza? So che hai spesso problemi con i letti.

Al primo albergo in cui siamo stati ho dovuto cambiare camera, perché dei due letti che c’erano, uno era un divano letto. E un divano letto non va affatto bene per le mie dimensioni, quindi mi hanno dato un’altra stanza. Ma, a parte questo caso, cerco di adattarmi. Inoltre la squadra si porta dietro materassi e cuscini per ciascuno, cercano di renderci la vita più comoda possibile.

In gioventù non hai mai pensato a fare altri sport, più adatti alla tua stazza, come pallavolo o pallacanestro?

Sì, ho cominciato con l’atletica, poi sono passato al decathlon, e a 16 anni ho cominciato con il ciclismo. Probabilmente uno sport come il canottaggio sarebbe stato più adatto a me, ma non mi ci sono mai dedicato. La verità è che amo il ciclismo.

Non ti sei mai pentito di questa scelta, quindi.

No, assolutamente no. Questo è di gran lunga lo sport più bello che ci sia.

A quanto pare, con 90 chili sei anche il corridore più pesante.

A inizio carriera avevo qualche problema nello stare nel tempo massimo o nel trovare il gruppetto, ma oggi va molto meglio. Incrociamo le dita, ma adesso mi capita meno spesso di avere giornate no.

Al Giro hai un ruolo importante, come ultimo uomo del treno di Caleb Ewan, che è uno dei velocisti più minuti. Siete una coppia assortita in modo particolare, sia dal punto di vista fisico che da quello caratteriale.

Penso che la cosa più importante nella nostra relazione sia la fiducia reciproca. Ovviamente, è un aspetto sempre necessario tra un velocista e i suoi apripista, ma tra noi due è ancora più importante perché Caleb dietro di me non riesce a vedere granché. Prima della nostra prima volata insieme, al Giro dell’Oman, mi ha specificamente detto che devo tenere gli occhi due passi più avanti rispetto a dove guarderei se stessi facendo la volata per me, perché se c’è un imprevisto che lo costringe a rallentare, lui non può vederlo, la sua faccia è praticamente attaccata al mio sedere. Significa che devo avere una vista panoramica… Adesso credo che abbia compreso che può fidarsi di me, quindi direi che tra noi va tutto bene.


Il questionario cicloproustiano di Davide Piganzoli

Il tratto principale del tuo carattere?
Determinazione.

Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?
Altruismo.

Qual è la qualità che apprezzi in una donna?
Capacità di far stare bene.

Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?
Simpatia e capacità di aiutarti nei momenti più difficili.

Il tuo peggior difetto?
Testardo.

Il tuo hobby o passatempo preferito?
Ascoltare musica, camminare.

Cosa sogni per la tua felicità?
Essere felice tutta la vita.

Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?
Perdere la mia famiglia.

In che paese/nazione vorresti vivere?
America.

Il tuo colore preferito?
Verde.

Il tuo animale preferito?
Cane.

Il tuo scrittore preferito?
Primo Levi.

Il tuo film preferito?
Mamma ho perso l'aereo.

Il tuo musicista o gruppo preferito?
Vasco Rossi.

Il tuo corridore preferito?
Tadej Pogačar

Un eroe ed una eroina nella vita reale?
Non ne ho uno in particolare.

Il tuo nome preferito?
Luca.

Cosa detesti?
Le persone false.

L’impresa storica che ammiri di più?
Scoperta dell'America.

L’impresa ciclistica che ricordi di più?
Pantani a Oropa.

Da quale corsa non vorresti mai ritirarti?
Giro d'Italia.

Un dono che vorresti avere?
Immortalità.

Come ti senti attualmente?
Felice e spensierato.

Lascia scritto il tuo motto della vita:
Non preoccuparti di fallire. Preoccupati di non averci provato.


Questionario cicloproustiano di Matteo Bianchi

Il tratto principale del tuo carattere?
Mi definisco un po' fissato con l’ordine e la precisione. In molte situazioni mi reputo un calcolatore, per il fatto che penso molto a ciò che devo fare e programmo tutto nel dettaglio.

Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?
La sincerità.

Qual è la qualità che apprezzi in una donna?
La sincerità.

Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?
Con i miei amici stretti riesco ad instaurare un legame molto forte e spesso sono il fattore che riesce a riportarmi ad uno stato di calma e spensieratezza a livello mentale, specialmente nei periodi con la pressione più alta dovuta alle competizioni.

Il tuo peggior difetto?
Un po' intransigente in determinate situazioni.

Il tuo hobby o passatempo preferito?
Godersi una giornata all’aria aperta, che sia in montagna o al mare, in buona compagnia.

Cosa sogni per la tua felicità?
Sono già molto felice, per ora mi godo il momento.

Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?
Se capitasse qualcosa alla mia famiglia sarebbe sicuramente la situazione peggiore per me immaginabile.

Cosa vorresti essere?
Sono soddisfatto di ciò che sono adesso. Cinque anni fa sognavo di essere dove sono adesso perciò continuo per la mia strada.

In che paese/nazione vorresti vivere?
Sono innamorato dell’Italia ma se dovessi scegliere un altro paese probabilmente sceglierei l’Australia.

Il tuo colore preferito?
Lo scelgo in base al mio umore.

Il tuo animale preferito?
Quokka.

Il tuo scrittore preferito?
Non ne ho uno in particolare.

Il tuo film preferito?
La ricerca della felicità.

Il tuo musicista o gruppo preferito?
Ernia.

Il tuo corridore preferito?
Jason Kenny.

Un eroe nella tua vita reale?
Mio padre.

Una tua eroina nella vita reale?
Mia madre.

Il tuo nome preferito?
Ellesse.

Cosa detesti?
Perdere tempo.

Un personaggio della storia che odi più di tutti?
Nessuno in particolare.

L’impresa storica che ammiri di più?
Il percorso e l’incredibile ascesa di Sinner nel Tennis.

L’impresa ciclistica che ricordi di più?
Nibali tre cime di Lavaredo, Giro 2013.

Un dono che vorresti avere?
Nessuno.

Come ti senti attualmente?
Molto bene, concentrato sul migliorarmi giorno per giorno.

Lascia scritto il tuo motto della vita.
Qualsiasi cosa succeda, questa avviene per una ragione.


Questionario cicloproustiano di Gaia Masetti

Il tratto principale del tuo carattere?
Determinazione.

Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?
Carisma.

Qual è la qualità che apprezzi in una donna?
Rispetto.

Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?
Sincerità.

Il tuo peggior difetto?
Permalosità.

Il tuo hobby o passatempo preferito?
Giocare-coccolare i miei cagnolini.

Cosa sogni per la tua felicità?
Che i miei più grandi sogni si realizzino.

Quale sarebbe per te la più grande disgrazia?
Ad oggi, che un qualche incidente non mi permetta più di pedalare.

Cosa vorresti essere?
Nient'altro, sono fiera di essere quella che sono.

In che paese/nazione vorresti vivere?
L'italia mi piace molto, anche se dopo il TDU mi sono innamorata dell'Australia.

Il tuo colore preferito?
In assoluto, nero.

Il tuo animale preferito?
Cane.

Il tuo scrittore preferito?
Non ho uno scrittore preferito.

Il tuo film preferito?
Top Gun.

Il tuo musicista o gruppo preferito?
Coldplay.

Il tuo corridore preferito?
Non ho un corridore preferito.

Un eroe nella tua vita reale?
Mio papà.

Una tua eroina nella vita reale?
Mia mamma.

Il tuo nome preferito?
Non ho un nome preferito, il mio mi piace molto, è abbastanza particolare?

Cosa detesti?
Il menefreghismo della gente.

L’impresa storica che ammiri di più?
La storia non è mai stata una mia amica.

L’impresa ciclistica che ricordi di più?
Probabilmente l'impresa di Pantani nel '98 a Montecampione.

Da quale corsa non vorresti mai ritirarti?
Uno dei 2 grandi giri a tappe - Giro e Tour.

Un dono che vorresti avere?
Immortalità - rimanendo fissa sulla fascia d'età dai 22 ai 27 anni, i migliori.

Come ti senti attualmente?
Sto bene, sono felice.

Lascia scritto il tuo motto della vita:
PER ASPERA AD ASTRA - che significa, attraverso le asperità sino alle stelle.


La nuova BMC Roadmachine - The Endurance Formula

Buone nuove dalla verde Svizzera: i ragazzi di BMC hanno sganciato l’ennesima bomba, la nuova Roadmachine. E, in grande stile, ci hanno invitato a Girona per una prova in anteprima.

Il concetto è semplice: l’esigenza sempre maggiore è quella di pedalare su bici duttili, che permettano di sbizzarrirsi in sella, a seconda del terreno o a seconda di ciò che vogliamo fare in quella giornata. Strada, gravel, un allenamento tirato, un lungo da otto ore: se cercate una bici per tutto questo, la nuova Roadmachine fa decisamente al caso vostro. Girona è oramai la patria del ciclismo. Ma, onestamente, sono molto più incline al fascino del mare e dei paesaggi che ti mettono in pace con in mondo. Una bella pedalata fino in Costa Brava è quindi stata la scelta obbligata per testare la Roadmachine che, tra le varie novità, ne ha alcune su cui ha senso focalizzare l’attenzione.

 

Rack e stack più contenuti, rispetto alle versioni precedenti, fanno in modo che la pedalata sia più rilassata, comoda, ma non per questo meno efficace. Anzi, posso assicurare che quando c’è da buttare giù un dente e rilanciare, la ragazza si comporta assai bene.

La luce integrata è davvero ben visibile e molto utile, soprattutto per chi ha tante cose per la testa e spesso rischia di dimenticasela a casa. Insomma, per chiunque di noi. Chissà se, nel prossimo futuro, riusciranno a renderla compatibile con il sistema Varia in maniera che ci possa segnalare le automobili che sopraggiungono.

Sotto il portaborracce è nascosto un vano, che si apre facilmente girando una manopola: lo spazio è ampio e permette di farci stare comodamente la sacca con gli attrezzi, un windstopper, un paio di guanti. Insomma, tutto ciò che può essere utile per una lunga giornata in sella.

 

Che sia però una bici votata anche alla prestazione è chiaro per diversi motivi, uno fra tutti la scelta di rendere invisibile il forcellino: un po’ per motivazioni estetiche, un po’ perché questo permette di essere più aerodinamici e salvare qualche watt.

Infine un occhio alle geometrie di carro, tubo orizzontale e forcella: fanno sì che si possano montare parafanghi per la stagione invernale e copertoni addirittura da 40mm.

Insomma una bici moderna e intelligente, di quelle che piacciono a noi. Comoda ma allo stesso tempo reattiva e veloce. Una bici su cui puoi raggiungere il luogo di partenza di una granfondo in bikepacking, fare la gara, e ritornare a casa nei giorni seguenti. Chissà che la presentazione della prossima release di Roadmachine, fra qualche anno, non sia proprio così. Amici di BMC: questa è una buona idea, no?

Per maggiori info
bmc-switzerland.com

Foto: Laura D'Alessandro


Garmin: un'occasione ottima per rinnovare il tuo ciclocomputer

In vista della nuova stagione, Garmin attiva una promo per chi è interessato a passare a una versione più aggiornata del proprio ciclocomputer

Hashtag di riferimento: #GarminItaly

Garmin (NYSE: GRMN) annuncia la campagna promozionale che fino al 5 maggio offre la possibilità di cambiare il vecchio ciclo-computer di qualsiasi brand ricevendo uno sconto che può arrivare fino a 170 euro. 

Per accedere alla promo è sufficiente acquistare un bike computer della serie Edge 540 e 840 all’interno di uno dei punti vendita Garmin che aderiscono all’iniziativa.

Edge 540 ha un prezzo a partire da 299,99 euro, mentre Edge 840 da 379,99 euro. La promo è valida sia sui modelli solar che non solar.

Serie edge 540 & 840 – Solar e Non Solar

Progettati per ogni tipo di ciclista, le serie Edge 540 e 840 sono ricche di funzioni innovative rispetto agli intramontabili Edge 530 e 830, che le hanno precedute.
Queste le funzioni che imperdibili per il prossimo Edge:

  • Abilità ciclistica e requisiti del percorso: basandosi sullo storico degli allenamenti, identifica i punti di forza e di debolezza di un ciclista
  • Coaching adattativo mirato: che si pedali al chiuso o all’aperto, permette di visualizzare gli allenamenti giornalieri suggeriti e invia suggerimenti personalizzati che si adattano in base al carico di allenamento, al recupero e alle prossime gare. 
  • Stamina in tempo reale: permette di monitorare i livelli di sforzo in tempo reale durante l’uscita in bici per vedere quanta energia rimane per terminare il proprio allenamento.
  • Power Guide: consente di gestire gli sforzi con obiettivi di potenza durante il percorso.
  • Pianificazione delle salite ClimbPro: ora disponibile anche per percorsi non preventivamente pianificati, permette di visualizzare i dettagli delle salite, come l’ascesa rimanente e la pendenza, oltre a offire la ricerca delle salite direttamente su Edge e nell’app per smartphone Garmin Connect™ prima di partire.
  • GNSS multi-banda: garantisce una maggiore precisione della posizione anche negli ambienti più impervi.

Ricarica solare: la lente di ricarica solare Power Glass™ sui modelli Solar estende la durata della batteria fino a 60 ore in modalità risparmio, offrendo fino a 25 minuti in più all’ora durante le pedalate diurne.

Dotati di metriche di allenamento e navigazione avanzata, i modelli Edge 540 e 840 sono il perfetto compagno di allenamento del ciclista che vuole migliorare costantemente le proprie performance. Grazie alle informazioni fornite da Firstbeat Analytics come VO2 max, Training Status, Training Load, tempo di recupero e altro ancora, è possibile prendere visione di come il fisico stia rispondendo all’allenamento. Inoltre, le metriche dedicate al mondo MTB forniscono dati come il conteggio e la distanza dei piani salti, il Grit e il Flow per ogni uscita.

I nuovi device sono dotati di cartografia integrata aggiornata con mappe migliorate e specifiche per tipo di uscita che utilizzano Trendline™ Popularity Routing, per evidenziare le strade e i sentieri più popolari permettendo di ricercare punti di interesse.

Inoltre, grazie alle funzioni integrate di sicurezza e tracking come LiveTrack, messaggistica di gruppo e rilevamento degli incidenti per tutte le attività, compresa la mountain bike, le uscite in bici non sono mai state così sicure

Edge 540 è la versione a pulsanti e presenta una memoria interna di 16 GB con la cartografia Central West precaricata.

Edge 840 invece presenta sia il touchscreen che i pulsanti, per rispondere alle preferenze dell’utente. È dotato di una memoria interna da 32GB, che risulta particolarmente utile per chi viaggia e utilizza le mappe

A vantaggio della navigazione, sull’ Edge 840 si ritrovano di default due regioni già precaricate.

Per informazioni: www.garmin.com/it-IT